Edilizia, la scelta del Durc contro sommerso e infortuni Perugia. Il punto di sindacati, costruttori e Istituzioni sulla sperimentazione in Umbria

Ufficio stampa Filca nazionale 23 Maggio 2003

“LA STRATEGIA vincente per combattere il lavoro sommerso e la piaga degli infortuni nel settore delle costruzioni risiede nel ricorso al Documento unico di regolarità contributiva ( Durc ), che va a privilegiare quelle imprese che si adeguano alle procedure di regolarità nelle gare di appalto e nell’affidamento dei lavori.” La dichiarazione è di Domenico Pesenti , segretario generale della Filca , al Convegno di Perugia sul lavoro sommerso e il Durc, organizzato dall’Ance e dai sindacati delle costruzioni di Cisl, Cgil e Uil, con il patrocinio della Regione Umbria. Lavoro sommerso che colpisce duramente l’ Umbria in tutti i settori produttivi e dove si contano, secondo i dati dell’ Inps regionale, circa 60 mila persone in condizioni pressoché irregolari, mentre sono oltre 50 mila gli atipici o parasubordinati: in pratica, un terzo del mercato del lavoro locale risulta irregolare o semi-irregolare. “Sul fronte dell’edilizia – ha spiegato Pesenti -, noi richiediamo da subito, dopo il successo della sperimentazione a livello locale, la convenzione nazionale istitutiva dello sportello unico per il rilascio del documento unico di regolarità contributiva (Durc), l’estensione degli istituti contrattuali degli enti bilaterali e l’estensione, anche alle imprese private, della certificazione di regolarità contributiva”. Secondo il responsabile nazionale degli edili Cisl, che chiede al Governo anche la proroga, oltre settembre 2003, degli sgravi fiscali per i lavori di ristrutturazione, “la selezione delle imprese regolari si riflette positivamente sul sommerso esistente, determina una riduzione sensibile degli infortuni sul lavoro e influenza anche il livello delle retribuzioni nel settore. Senza trascurare neppure i benefici sia sui conti fiscali che previdenziali dello Stato. La Filca Cisl ritiene – conclude Pesenti – che una coerente lotta al sommerso, alla concorrenza sleale e agli infortuni sul lavoro richieda necessariamente una qualificazione degli strumenti in possesso degli enti bilaterali, estendendo e rafforzando in tutto il Paese la presenza dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali (Rlst)”. E’ il presidente dell’ Ance umbra, Mario Fagotti , a fornire i dati dell’azione comune, attraverso il Durc, sul versante della ricostruzione post terremoto: “Il numero degli operai iscritti alla Cassa Edile di Perugia – precisa Fagotti – aumentò nei primi tre anni oltre il 142%, passando da 7.552 a 18.296; il numero delle ore lavorate aumentò del 101% e la massa salari del 113%; il numero delle imprese iscritte passò, invece, dalle 1.434 del ’97 alle 2.831 del 2000, con una crescita del 97,4%. Oggi – conclude Fagotti – nel momento in cui la legge 266 del 2002 ne ha sancito l’adozione a livello nazionale, riteniamo che il Durc, nato in Umbria, possa rappresentare uno strumento efficace per la lotta al lavoro nero e al lavoro irregolare, per restituire al settore, attraverso la concretezza e la trasparenza dei comportamenti, una nuova e definitiva credibilità”. Condivide l’efficacia legata all’applicazione del Durc anche la Presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti , che mette in evidenza il ruolo della concertazione, “che ci ha portato a realizzare il Durc e che abbiamo poi ripreso nel Patto regionale per lo sviluppo e la qualità sociale”.

Francesco Tobia