Pescara, occorre più prevenzione nei cantieri

Ufficio stampa Filca nazionale 23 Maggio 2003

“OCCORRE una profonda e mirata azione di prevenzione nel settore dell’edilizia, più che di repressione, per garantire ai lavoratori giustizia, legalità e sicurezza”. Sono le parole del segretario generale della Filca-Cisl della provincia di Pescara , Gianfranco Reale , commentando la morte di un operaio caduto dall’impalcatura in un cantiere edile di Pescara. “Bisogna invitare i direttori dei lavori – ribadisce Reale – a non aprire il cantiere se non accertano che è sicuro. Per fare questo – aggiunge – sarebbe necessario coinvolgere tutti gli ordini professionali in un’opera di sensibilizzazione dei loro iscritti, esortandoli ad esercitare in maniera rigorosa il rispetto delle leggi e adottare le opportune sanzioni contro tutti i trasgressori”. Secondo Reale “il vero problema dei lavoratori, soprattutto nel settore privato, continua ad essere purtroppo non quello occupazionale, ma quello di avere un lavoro regolare e sicuro. Infatti, oggi centinaia di lavoratori sono sprovvisti delle più elementari tutele contrattuali e di sicurezza e si continua a registrare una drammatica situazione che mette in discussione l’esercizio dei diritti civili e delle libertà individuali”. Reale sottolinea che tutte le proposte avanzate dalla Filca hanno portato a sottoscrivere con i comuni di Chieti , Francavilla e Pescara , nel marzo del 1998, il protocollo sul lavoro nero e sicurezza, con l’istituzione del Durc. “Il protocollo – conclude il sindacalista Filca – recepito nella legge regionale 21/98 e dalle leggi vigenti sugli appalti pubblici, va oggi esteso anche al privato, attraverso il rilascio dei certificati di abitabilità e/o agibilità ai committenti, a certificazione di aver affidato i lavori a ditte in regola con versamenti regolari a Inps, Inail e Cassa Edile”.

Francesco Tobia