Rinnovo contratto edilizia, insufficienti i contenuti proposti dall’Ance

Ufficio stampa Filca nazionale 28 Febbraio 2008

Roma

Si registrano ancora distanze su carenza malattia, aprt-time e previdenza complementare. 

Prosegue il confronto tra i sindacati di categoria Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil e l’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) per il rinnovo del contratto dell’edilizia, scaduto lo scorso 31 dicembre. Nell’incontro di oggi, tenutosi presso l’Ance, si è proseguito nella disamina di punti importanti quali il part-time, i lavori pesanti, il rilascio del Durc sulla base della congruità e l’inquadramento, con un confronto di merito tra le parti. Inoltre è stata già fissata una “due giorni” di incontri (il pomeriggio di mercoledì 12 e l’intera giornata di giovedì 13 marzo prossimi) per tentare di arrivare alla fase conclusiva del contratto. Il Segretario nazionale della Feneal, Massimo Trinci, ed i Segretari generali di Filca e Fillea, Domenico Pesenti e Franco Martini pur confermando gli avanzamenti già determinati nei precedenti incontri, evidenziano distanze significative su temi ritenuti qualificanti: “È certamente necessario un ulteriore approfondimento delle diverse posizioni emerse – hanno dichiarato al termine dell’incontro – sulle parti normative riguardanti il rapporto di lavoro, la carenza malattia e l’utilizzo del part-time, fenomeno largamente diffuso ma incompatibile con le figure operaie impegnate nel settore, che restano questioni ancora aperte. Attendiamo le risposte alle nostre controproposte anche sulla questione salariale, e sulla previdenza complementare. La scelta di incontrarci in due giornate, però, denota la volontà di entrambe le parti di chiudere il contratto quanto prima”. I tre Segretari, infine, hanno sottolineato come le organizzazioni sindacali di categoria siano già impegnate da giorni su tutto il territorio nazionale in una campagna di informazione ai lavoratori. “Arriveremo all’appuntamento del 12 e 13 marzo preparati – hanno concluso – e forti del sostegno di tutti i lavoratori”. Il contratto interessa 1.250.000 addetti e 400.000 imprese.