RESTAURO, SABATO LAVORATORI IN PIAZZA!

Filca nazionale 10 Dicembre 2009

Se entro il 31 dicembre 2009 non verranno cambiati i criteri stabiliti dal decreto del Ministero dei Beni culturali per l’accesso all’attestazione diretta dei titoli di restauratore e di collaboratore dei beni culturali e alla prova di idoneità, saranno migliaia gli operatori del restauro che perderanno il posto di lavoro.

Contro questo decreto da mesi i restauratori sono in stato di agitazione: incontri e manifestazioni in tutta Italia, una grande assemblea ad ottobre a Roma con oltre 600 lavoratori, una petizione popolare al Presidente della Repubblica che ha raccolto fino ad oggi migliaia di adesioni. Chiedono un incontro al Ministero per rivedere i criteri, ma il Ministero non risponde.

Per questo il 12 dicembre oltre mille restauratori in rappresentanza di tutte le regioni saranno a Roma con Feneal Filca Fillea.

Alle ore 10.00 si svolgerà un presidio in Piazza SS. Apostoli dove proseguirà la raccolta di firme per la petizione. Da qui una delegazione dei lavoratori si sposterà al MiBAC, in Via del Collegio Romano, per essere ricevuti e chiedere l’apertura di un tavolo tecnico in cui discutere con urgenza i criteri per l’accesso alla professione; ma per consentire un serio confronto è necessaria la proroga della scadenza dei termini del bando, attualmente fissata al 31 dicembre 2009 o più opportunamente la sospensione del bando stesso.” E’ quanto affermano gli edili di Cgil Cisl Uil che denunciano “l’assordante silenzio del Ministro Bondi, che non risponde a qualsiasi richiesta di incontro, indifferente al grido di allarme che proviene da numerose realtà operanti nel restauro: i lavoratori dipendenti, gli artigiani, le cooperative, le piccole e medie imprese.

Le parti sociali ritengono non più prorogabile l’apertura di un confronto politico assieme al Ministero e alle Regioni per affrontare tutte le problematiche afferenti il comparto del restauro. Se non si interverrà immediatamente almeno 20mila operatori del restauro si ritroveranno da un giorno all’altro privati di curriculum e titoli – conclude il sindacato – e gran parte di loro perderanno il lavoro.”