L’ORGANIZZAZIONE AL CENTRO: PUBBLICAZIONI FILCA ED FNP A CONFRONTO IN LOMBARDIA

Alessandro De Lisi 28 Ottobre 2013

iPhone Image 943980Giornata piena, sala affollata per due Consigli Generali, Filca Cisl Lombardia e Fnp Lombardia, e un parterre delle grandi occasioni in Lombardia: Domenico Pesenti, segretario generale della Filca Cisl Nazionale, Pietro Cerrito, Segretario Nazionale della Cisl e Gigi Petteni, segretario generale della Cisl lombarda e accanto Flavio Sangalli e Ivo Lizzola, professori alla Bicocca e all’Università di Bergamo, mentre a presiedere il direttore di Bibliolavoro Fiorenzo Colombo.

I lavori, di questa giornata di confronto sindacale e culturale, sono stati aperti da Mario Clerici – segretario generale aggiunto della Fnp Lombardia – e da Battista Villa, segretario generale della Filca Cisl: “Se il mondo del lavoro cambia, cambia più radicalmente nei periodi di crisi sociale ed economica, senza la regia della politica, senza l’indirizzo della cultura e della dottrina politica, senza la consapevolezza della responsabilità sociale dei corpi intermedi, allora stiamo certi che cambia a danno esclusivo dei lavoratori, degli imprenditori perbene e del territorio. In tutte queste pagine dense, al cospetto di questa dirigenza e di altre nazionali, ritroviamo alcune specifiche condizioni di fragilità sindacale, proprio nella tradizione sindacale. Una tradizione travolta nel bene e nel male dalla storia stessa, dalla forma stessa del mondo e del mercato del lavoro delle costruzioni e dell’edilizia più in particolare, che rischia di trasformarsi in abitudine. Dalla tradizione all’abitudine sindacale il passo, in queste pagine così ben descritto, è brevissimo: per paura e per pigrizia o peggio anche per noia del quieto vivere, ci rifugiamo nel frammento del lavoro e dell’agitazione inconcludente.

Responsabilità sociale, contrattazione del welfare innovativo, sostenibilità energetica, cura per il territorio e l’alimentazione, recupero delle reti energetiche, a partire da quelle idrogeologiche, credito etico e territoriale, sistema di sussidiarietà con al centro la persona, sostenibilità economica della pubblica amministrazione, contrattazione ed educazione popolare alla legalità, possono essere alcune delle prime voci del menù anticrisi. Delle cose da fare contro la frammentazione ideologica, anzi come rifugio ideologico. Quindi per essere competitivi in questo momento così difficile, onde evitare il “sindacato nell’ombra”, recuperando i dispersi del mondo del lavoro, coloro che hanno perso il lavoro, non riescono ad essere occupati nuovamente, o peggio, coloro che ancora a lavoro rinunciano volontariamente ai diritti e doveri del sindacato per difendere al ribasso il proprio posto, servono chiarezza e un’azione che corrisponda al rinnovamento dei nostri valori fondativi: Quale strategia ha ed avrà la Filca oggi, come nei prossimi anni? Quale è il “piano industriale” e politico della Cisl? Cosa abbiamo in testa? Cosa stiamo facendo?

Con una specifica introduzione, ricca di metafora e di visione, Colombo ha introdotto i lavori declinando gli spunti emersi dalle relazioni di Villa e Clerici, indicando anche la nuova dimensione dell’azione sindacale oggi. Nell’intervento del Professore Sangalli, che prima della Bicocca ha una lunga storia di attività e presenza nel mondo della Cisl, ha sottolineato l’estremo bisogno e la grande responsabilità della formazione sindacale, dalla quale scaturisce – o dovrebbe scaturire – la leadership sociale. Poi ancora i tanti aspetti politici e culturali di questa ricca ricerca voluta da Fnp Lombardia intitolata “Grigio brillante”, che componendosi sono proprio un lungo viaggio appassionato in una vita iPhone Image 943963vissuta, insieme a tanti altri dirigenti, attraverso la militanza sindacale.

Il Professor Lizzola, a seguire l’esperienza di Sangalli, ha spiegato la complessa architettura della ricerca voluta dalla Filca Nazionale. Lizzola ha richiamato la sorpresa in questo lavoro, di storie di persone, tra loro spesso differenti per mandato e per esperienze o per diverso ruolo: oggi serve un’organizzazione moderna, lucida, perché capace di ascoltare e accrescere le biografie delle persone che la compongono a diverso titolo. Per fare questo non è più possibile concedersi il lusso di essere un sindacato solo di tutele, altrimenti di minoranza, ma occorre un’azione sindacale più ampia che includa la transizione storica e le istanze sociali del territorio, ha proseguito Lizzola. Proprio l’esperienza specifica della Filca Cisl, sia per la ricchezza degli enti bilaterali e sia per la necessaria continua attività di fidelizzazione e soddisfazione dei lavoratori iscritti, indica che questo momento storico deve essere vissuto ampliando la responsabilità dei passaggi generazionali, nel mondo del lavoro e nelle reti sociali. Quindi occorre “leggere con attenzione quello che si fa” come organizzazione, anche tornando a fare politica sui territori, con un patto sociale saldo e forte, tra credito e associazioni, aperto alle dinamiche e alle istanze anche dei giovani e della storia dei luoghi, questo a rafforzare – oltre la sensazione fatale che lascia la crisi e le storie delle persone che nella crisi soffrono – lo specifico sindacale. Servono infine progetti coraggiosi sul territorio, anche contro la solitudine dei dirigenti e degli operatori sindacali, che in loro non possono racchiudere soluzioni singolari adeguate per fare fronte alla complessità delle richieste di aiuto. Quindi il dibattito, domande ma anche suggerimenti da parte dei delegati, dei dirigenti e degli operatori presenti ad animare ulteriormente la mattinata, fino agli interventi conclusivi.

Ad aprire l’ultima sezione dell’appuntamento sindacale il segretario generale della Cisl lombarda Gigi Petteni: “Per comprendere bene il mondo del lavoro è utile incontrare ambiti di relazione di associazioni e rappresentanze apparentemente diversi e distanti. Il lavoro per noi non è solo reddito, ma soprattutto dignità e mutualità, e quindi serve includere tutti gli elementi sociali per indirizzare bene il nostro agire sindacale. Dobbiamo prestare molta attenzione al welfare che vogliamo, attraverso un nuovo patto di ascolto e di sostegno verso le nuove generazioni, verso le famiglie che hanno figli che studiano e verso colori che hanno bisogno davvero di aiuti per la casa. Dobbiamo cogliere le opportunità che questa drammatica crisi, nonostante tutto, sapendo osservare e mutuare buone pratiche o buone azioni amministrative che possono essere utili alle nostre azioni quotidiane”.

A seguire Domenico Pesenti, segretario generale nazionale Filca  rilanciando con forza i temi più urgenti: “Noi dobbiamo ripartire dalla fiducia, dare fiducia, nel dialogo costante con i lavoratori, ai lavoratori, dando prospettive e futuro. Non possiamo non costruire il futuro, come riuscire ad operare meglio quale costruttore di futuro. Un lavoro come questo non è e non può essere autocelebrativo, quindi serve costruire coesione sociale attraverso la consapevolezza di quello che siamo e per chi facciamo più grande l’organizzazione. Il lavoro oggi è percepito come una merce non di pregio, osservando purtroppo come la finanza abbia più credito, pertanto occorre agire quotidianamente. Dobbiamo costruire allora un welfare integrativo, oggi ancora più di ieri, anche con una nuova sensibilità verso le estremità della crisi, stando attenti alle imprese perbene e in difficoltà e ovviamente alle persone, ai lavoratori e alle loro famiglie. Abbiamo alle spalle un ventennio in cui si promuoveva l’individualismo e come risultato ha fratturato la società, facendo danni economici e sociali enormi, tagliando le gambe alla competitività. In questi anni la Cisl ha tenuto insieme le persone, anche grazie al patrimonio sociale delle associazioni di volontariato, nonostante la solitudine in cui ci ha lasciato la politica. Non vedo la differenza tra politica e sindacato nel sociale e se non arrivano le proposte e le idee dai partiti saremo ben disponibili a dare il nostro contributo, tocca a noi”.

A conclusione della giornata la parola a Pietro Cerrito, segretario confederale nazionale Cisl: “ il contributo delle Categorie, a partire dalla FNP, alla contrattazione sociale nei Comuni e nelle varie Amministrazioni locali è stato determinante soprattutto in un tempo in cui le Cisl erano distratte ed impegnate in altri interessi dell’Organizzazione. Va riconfermata e rilanciata la contrattazione delle Categorie, con le Cisl, nei territori su temi messi in campo dalla crisi economica: dagli accompagnamenti sociali alle persone in difficoltà sino all’educazione dei nuovi stili di vita.