METRO “C” DI ROMA, OGGI E’ IL GIORNO DELLA VERITA’

Amedeo Ciotti 29 Ottobre 2013

Oggi potrebbe essere una giornata decisiva per la linea di trasporto metropolitano C, la più importante opera infrastrutturale della mobilità capitolina. Alle ore 11:00, presso la sede di via Capitan Bavastro, i Segretari Generali della Feneal Uil, Filca Cisl e della Fillea Cgil incontreranno l’Assessore alla mobilità Improta per fare il punto sullo stato dell’arte della metro C e sulla corresponsione degli stipendi dovuti ai lavoratori, fermi al mese di agosto.

Non si ferma però la protesta. Oggi, per il secondo giorno consecutivo, i lavoratori incroceranno le braccia bloccando nuovamente le attività dei cantieri. Alta l’adesione allo sciopero di ieri mattina, che ha sfiorato il 90 per cento. In tarda mattinata i rappresentanti sindacali hanno incontrato la direzione aziendale del Consorzio Metro C, per richiedere l’immediato pagamento dei salari attraverso la sostituzione solidale nei confronti delle imprese affidatarie, ad oggi inadempienti, prevista a termini di legge.

Nel corso dell’incontro il Consorzio ha reso noto ai rappresentanti della Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di non avere più risorse in cassa per poter procedere al pagamento delle retribuzioni dei lavoratori. All’appello mancano i 230 milioni di euro previsti dal finanziamento del Cipe e oggetto dell’accordo attuativo dello scorso 9 settembre. Se la somma non sarà erogata – ha reso noto il Consorzio – le conseguenze all’orizzonte saranno drastiche.

La situazione è difficile, ci auguriamo che dall’incontro di domani con l’Assessore alla mobilità possano emergere soluzioni praticabili in tempi certi. La nostra priorità è che siano immediatamente sbloccati i pagamenti delle retribuzioni dovute ai lavoratori, che hanno famiglie da mantenere” – dichiarano Anna Pallotta della Feneal Uil, Andrea Cuccello della Filca Cisl, Mario Guerci della Fillea Cgil – “In caso contrario proseguiremo con la protesta, continueremo a bloccare i cantieri e ci riuniremo in presidio davanti al Campidoglio. A pagare non possono continuare ad essere i soliti noti. Lo stato di agitazione permarrà fino a quando le nostre richieste non saranno soddisfatte”.