Formazione nelle costruzioni garanzia di sviluppo del lavoro

Ufficio stampa Filca nazionale 9 Aprile 2003

Rapporto Formedil 2002. Le prospettive del sistema cogestito delle scuole edili

NOVANTAQUATTRO scuole edili provinciali, 1.488 corsi di formazione, pari a 230.280 ore formative e 24.464 allievi formati. Questo, in estrema sintesi, il biglietto da visita del sistema delle scuole edili Formedil , che si conferma il più importante polo formativo di settore in Italia. Sono i dati emersi, con riferimento all’anno 2000, dal quinto rapporto Formedil sull’attività di formazione del sistema cogestito degli enti scuola che fa capo all’Associazione dei costruttori ( Ance ) e alle tre federazioni sindacali di categoria Filca Cisl , Fillea Cgil e Feneal Uil. Dal rapporto viene fuori la buona capacità del sistema delle scuole edili a saper intercettare la domanda formativa e la sua tenuta come strumento di inserimento di nuove professionalità nel mercato del lavoro. Scendendo nel dettaglio, “nel 2000 l’83% degli allievi che si sono iscritti ai 1488 corsi del sistema – spiega il presidente Formedil Gino Grignolio – ha portato a termine il corso, acquisendo un titolo formativo o, comunque, completando il proprio percorso”. Le scuole edili, nello stesso anno, sono state inoltre in grado di inserire o reinserire in attività produttive il 62% degli allievi inoccupati o disoccupati che hanno completato un corso. Il rapporto, invece, tra allievi iscritti e il totale della forza lavoro, che ammonta, secondo i dati odierni Istat ad oltre 20 milioni di persone è di 1,396 ogni mille potenziali addetti, mentre il numero degli occupati formati rispetto al totale degli addetti al settore delle costruzioni è pari al 2%. Sempre nel 2000, precisa Grignolio, il sistema delle scuole ha inciso nel ridurre la disoccupazione totale del Paese dell’1,5 per mille. Il sistema delle scuole edili, nota il vice presidente Formedil, Giuseppe Virgilio , assume una forte valenza sul piano della sicurezza sui luoghi di lavoro ed è anche quello che oggi garantisce la trasmissione dei mestieri, tradizionalmente affidata all’affiancamento del giovane al lavoratore più esperto. “Il sistema nazionale degli enti bilaterali edili – aggiunge il vice presidente Formedil – che si occupano di mercato del lavoro e formazione professionale intendono inoltre candidarsi a gestire una nuova fase di sviluppo a sostegno della professionalità e dei mestieri dell’intero settore edile”. Questi livelli richiedono la presenza ed il presidio di enti bilaterali che sappiano razionalizzare i flussi occupazionali sia nella fase di ingresso, sia nella fase di permanenza e uscita. “Nel sistema delle Costruzioni – commenta Virgilio – questi enti hanno saputo produrre nel tempo un circolo virtuoso a favore della regolarità delle Imprese e dell’intero sistema dell’offerta nel settore delle costruzioni. In questo contesto, la legge delega n.30 del 2003 sul mercato del Lavoro, approvata recentemente dal Parlamento, costituisce peraltro il presupposto di una nuova stagione per lo stesso sistema degli enti bilaterali che si occupano di formazione professionale e di governo del mercato del lavoro. E con le modalità che saranno definite dai decreti attuativi – conclude Virgilio – potranno gestire l’incontro tra domanda e offerta nel mercato del lavoro, la certificazione dei rapporti di lavoro e tutto il ciclo del sistema della formazione professionale, nonché convenzionarsi con i servizi pubblici e privati per l’impiego”.

Francesco Tobia