Filca Cisl di Puglia: rilanciare gli Enti Bilaterali dell’edilizia

Ufficio stampa Filca nazionale 23 Settembre 2003

NEI giorni scorsi si è tenuta l’assemblea organizzativa della Filca Cisl di Puglia. All’appuntamento, aperto dalla relazione di Emilio Di Conza (segretario generale Filca Puglia), hanno partecipato Mary Rina (segretario generale Cisl Puglia), Pino Virgilio (segretario generale aggiunto della Filca nazionale) e Domenico Pesenti (segretario generale della Filca Nazionale). Particolarmente significativa è stata la partecipazione delle delegazioni dei sindacati edili di Trento e Bolzano, che nei loro interventi hanno sottolineato quanto diceva Di Conza nella relazione, ossia la necessità di rafforzare il rapporto di cooperazione con la Puglia. In Trentino Alto Adige ci sono oltre tremila edili pugliesi. Lavoratori che trovano nella Filca un punto di riferimento forte. Tanto da trovare tutele e servizi sui posti di lavoro. Un modo per fare proselitismo, ma anche un modo per dare un senso d’appartenenza all’organizzazione a questi lavoratori in continua mobilità. Per farli sentire a casa al di là se si trovano a Bari, a Trento o a Bolzano. L’assemblea ha valutato positivamente la politica della concertazione che vede impegnata la Cisl in prima linea. A tal proposito ha valuto positivamente l’intesa del 5 luglio 2002 “Patto per l’Italia”, proseguita con il varo della riforma del mercato del lavoro. Che avvia una nuova stagione anche per il sindacato delle costruzioni. Settore nel quale la contrattazione è riconosciuta a partire dalle funzioni degli Enti Bilaterali in materia di mercato del lavoro, della lotta al lavoro nero e nella lotta alla concorrenza sleale fra le imprese che operano nell’edilizia privata. L’assemblea ha impegnato inoltre, il gruppo dirigente ad avviare una campagna di sensibilizzazione per l’adesione dei lavoratori edili al fondo per la previdenza complementare (Pre.ve.di). L’assemblea ha impegnato Cisl e Filca a tenere alta l’attenzione per una ripresa economica e sociale soprattutto per le aree più deboli del Paese a partire dal Mezzogiorno. Obiettivo che deve vedere impegnata l’organizzazione nelle sue articolazioni, giacché il settore delle costruzioni non riesce ad avere il giusto impulso.