Costruzioni al terzo posto per rischio di infortuni mortali

Ufficio stampa Filca nazionale 9 Luglio 2003

Sicurezza sul lavoro. I dati Inail di settore indicano un calo degli incidenti

SI RIDUCONO gli infortuni mortali nelle Costruzioni. La constatazione è dell’Inail, secondo cui il numero delle vittime sul lavoro si è ridotto, passando dai 325 casi del 2001 ai 290 del 2002. Comunque, anche se negli ultimi anni si registra un continuo miglioramento, il settore delle Costruzioni resta uno dei più rischiosi, sempre in base ai dati dell’Istituto di assicurazione contro gli incidenti sul lavoro, con un indice di frequenza pari a 67,85 infortuni indennizzati per mille addetti, contro un valore medio nazionale pari a 40,91 e che pone il settore al quarto posto nella scala di pericolosità dopo Metallurgia, Industria della trasformazione e Legno. Le Costruzioni salgono al terzo posto (dopo Estrazione minerali e Trasporti) nella graduatoria di rischio di infortunio mortale. Gli infortuni nel settore, inoltre, costano alla collettività, in media all’anno, 5 miliardi di euro, su un totale di 28 miliardi di costo complessivo degli infortuni per la spesa pubblica; gli incidenti mortali nelle costruzioni rappresentano da soli circa un quinto del totale per anno (1.400). Ogni anno in Italia si registrano 10 mila cadute dall’alto, causa principale di infortuni nell’edilizia. Di questi 10 mila incidenti, circa 100 sono mortali. “I dati dell’Inail sugli infortuni mortali nelle costruzioni – commenta il segretario generale della Filca Cisl , Domenico Pesenti – sicuramente non ci soddisfano; tuttavia, la diminuzione registrata del numero delle vittime ci fa riflettere sul fatto che si è forse imboccata la direzione giusta. Occorre, infatti, un’azione combinata su più versanti: contrattuale, della rappresentanza e legislativo. Circa la parte contrattuale – aggiunge Pesenti – va sottolineata l’azione svolta dagli enti paritetici specifici e l’applicazione del contratto nazionale. Sul fronte della rappresentanza dei lavoratori, è necessario privilegiare il rafforzamento del ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriali (Rlst), piuttosto che dei rappresentanti per la sicurezza aziendali, soprattutto perchè possono muoversi meglio sul territorio, non essendo, tra l’altro, nemmeno legati ad un rapporto di lavoro con una determinata azienda”. Le preoccupazioni maggiori per il sindacato delle costruzioni arrivano dal settore Legno, che precede, per gravità degli infortuni, anche l’edilizia. “Questa situazione ci consegna un lavoro impegnativo – precisa Pesenti – in prossimità della presentazione, a settembre, della piattaforma per il rinnovo del contratto nel settore (in scadenza il 31 dicembre 2003), dove assumerà grande importanza il capitolo sicurezza, in cui tenteremo di applicare il modello oggi presente in edilizia. Come Filca, quindi, nella piattaforma proporremo la costituzione di enti bilaterali paritetici sulle tematiche della sicurezza e della prevenzione, nonchè la sperimentazione, anche in questo settore, della figura del Rlst. Per quanto riguarda, invece, l’edilizia – conclude il responsabile della Filca nazionale -, va approfondito il discorso sugli enti paritetici, cercando anche, sull’altro versante, di dare più spazio ai Rlst nell’ambito dei rapporti diretti con i lavoratori, facendogli gestire, ad esempio, delle ore di assemblee sul tema della sicurezza. Inoltre, è nostro obiettivo di portare la formazione su questa tematica direttamente in cantiere”.