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ROMA, LA CRISI COLPISCE IL SETTORE EDILE

ROMA, LA CRISI COLPISCE IL SETTORE EDILE

Nell’ultimo anno, nella Capitale, cinquemila operai hanno perso il posto di lavoro e seicento imprese edili hanno smesso le loro attività

Il sindacato è seriamente preoccupato per la crisi nel settore edile a Roma. Nell’ultimo anno, nella Capitale, cinquemila operai hanno perso il posto di lavoro tra gennaio 2008 e dicembre 2009 ,(circa il 7,5% di posti di lavoro persi rispetto al 2008) e seicento imprese edili hanno smesso le loro attività. I dati che sono stati forniti di recente dalla Cassa Edile di Roma e provincia ,per la prima volta negli ultimi dieci anni, rivelano dati tutti negativi. L’allarme lanciato dall’ente bilaterale si basa su una serie di indicatori statistici, ad esempio quello che segnala la diminuzione del numero di ore lavorate dagli edili nel corso di quest’anno , dovuta sia alla cessazione di rapporti di lavoro che alla utilizzazione di numerosi contratti part-time.
“ Nel 2009 sono quasi 5 milioni le ore di lavoro perse in edilizia a Roma e provincia rispetto all’anno precedente e il 2010 a Roma” dichiara il segretario generale della Filca Cisl di Roma e provincia, Andrea Cuccello, “potrebbe rivelarsi un anno ancora più nero del 2009, anche per l’aumento indiscriminato del part-time , che ormai rappresenta oltre il 22% dei contratti. Infatti a Roma sono più di dodicimilacinquecento gli operai che lavorano a tempo ridotto, nuova frontiera del lavoro nero in edilizia. A Roma ci sono duemiladuecento imprese dove lavorano solo maestranze part-time, tutti operai comuni. Spesso tra i cantieri si raggiungono anche quattordici ore di lavoro continuato al giorno ma alla fine del mese il datore di lavoro ne dichiara solo una minima parte ed il resto è al nero. Queste imprese usano questo strumento di lavoro in maniera indiscriminata e fuori dalle regole di mercato. Come sindacato chiediamo che vi sia un maggior controllo da parte delle autorità di vigilanza per tutelare le maestranze che così subiscono la mancanza dei diritti sindacali, per contrastare la crescita del caporalato e per difendere la maggior parte delle imprese che lavora nel pieno rispetto delle regole.”.
Nella ricerca presentata dalla Cassa Edile capitolina viene anche tracciato un profilo dello straniero più appetibile nell’edilizia: manovale con basse qualifiche in grado di aprirsi una partita Iva ed aprirsi una ditta con un paio di collaboratori; in modo che tutti i costi si riversino su di lui. Il lavoratore ora neoimprenditore viene pagato una cifra irrisoria al giorno a forfait. e con questa somma di denaro dovrà pagare le tasse, i contributi e gli stipendi alla propria squadra. L’anno scorso inoltre si è assistito ad un balzo in avanti significativo delle ore di cassa integrazione: tra quella ordinaria e straordinaria. Secondo l’ufficio studi della Cna di Roma, risultano autorizzate in provincia di Roma oltre tre milioni di ore per tutte le attività inerenti all’edilizia, ovvero installazioni di impianti, industria ed artigianato edile e dei lapidei.
Rispetto al 2008, si tratta di un aumento del 100% con la maggiore crescita registrata dalla componente ordinaria dell’industria dell’installazione degli impianti con un aumento del 295% da 52mila a oltre 296mila ore autorizzate. E nel primo mese dell’anno in corso il fenomeno si accentua: la crescita delle ore di cassa integrazione riferite al settore edile nel suo complesso è del 230%, maggior incremento da ricondurre in questo caso alla cassa integrazione straordinaria che da gennaio 2009 a gennaio 2010 passa da meno di duemila a oltre quarantacinquemila ore.