ROMA, I CANTIERI FERMI AFFOSSANO L’EDILIZIA

Amedeo Ciotti 7 Giugno 2019

Qual è l’idea di sviluppo urbanistico,tecnologico, infrastrutturale, ambientale per la Roma del futuro? Vi è una visione strategica per Roma? Roma capitale dei cantieri fantasma, i grandi progetti non partono e la città è ferma, paralizzata ed ostaggio per colpa dei mancati investimenti Contemporaneamente il settore edile  è in una continua crisi con oltre 33mila operai che hanno perso il posto di lavoro negli ultimi 10 anni e le imprese sono diminuite del 39%, con una perdita del 50% delle ore lavorate. Occorre il coraggio di attivare un cambiamento sostanziale ed il convegno di oggi “Cantieri passaggio a nord-ovest” organizzato dai sindacati dell’edilizia FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Roma presso il complesso del S Maria della Pietà, ha avuto come obiettivo di riunire insieme associazioni imprenditoriali, politici, associazioni e comitati dei quartieri Aurelio, Montemario e Cassia, territori che hanno una  popolazione pari alla città di Firenze o di Bologna (circa 400mila abitanti), per tentare di intraprendere insieme una strada comune  per superare le attuali difficoltà procedurali che impediscono il rispetto dei tempi di attuazione di opere fondamentali e per far ripartire il settore edile. Nei tre municipi,infatti, secondo i dati della Cassa Edile, vi è stato un crollo occupazionale di oltre 2mila operai nel periodo 2008-2018. Le parole d’ordine del convegno sono state sinergie e collaborazioni per far ripartire velocemente le opere urbanistiche in un contesto di legalità e dignità dei lavoratori. Far ripartire i lavori fermi garantendo sicurezza, legalità, trasparenza, certezze delle regole per i lavoratori.  “Come Filca, Fillea ,Feneal di Roma” dichiarano Alioscia De Vecchis della Fillea Cgil di Roma,Francesco Indelicato della Filca Cisl di Roma e Roberto Lattanzi della FenealUil di Roma“ci stiamo impegnando da diverso tempo a portare avanti un protocollo d’intesa in cui ci sia tra le caratteristiche essenziali, la qualità delle imprese e l’assunzione dei lavoratori in maniera regolare con l’applicazione del contratto edile. Troppo spesso purtroppo si vedono operai che nei cantieri edili lavorano con contratti di vario tipo : metalmeccanico, di facchinaggio, florovivaistico per risparmiare sui costi”. I sindacati dell’edilizia hanno richiesto la necessità di interventi immediati per fare in modo che la situazione non peggiori ulteriormente e hanno fatto un elenco delle opere incompiute o mai iniziate dei tre municipi in questione che renderebbero la quotidianità dei cittadini più agevole e che crebbero nuovi posti di lavoro. Un focus territoriale sulle opere pubbliche iniziate e mai portate a termine, sulla necessità di finanziamenti per combattere il degrado urbanistico- ambientale. Si tratta di progetti di grandi lavori a partire dalla chiusura dell’anello ferroviario e l’apertura della stazione di vigna Clara. I sindacati dell’edilizia  chiedono lo sblocco dei lavori per la chiusura dell’anello ferroviario tra la stazione di Vigna Clara e il nodo si scambio a Tor di Quinto ed il parallelo raddoppio della linea tra Valle Aurelia e Vigna Clara, tratta la cui entrata in servizio è ancora sospesa in attesa della chiusura del contenzioso legale scaturito dal ricorso al TAR di alcuni residenti e di una casa di cura. “Per questo progetto” dichiarano De Vecchis, Indelicato e Lattanzi “ mancano ancora gli ultimi 10 km  tra la stazione Vigna Clara e Nomentana  e servirebbero per ultimarla  secondo una stima di RFI, 547 milioni di euro ma in cassa ci sono solamente 16 milioni. Lo stato non ha mai riconosciuto a Roma un sostegno adeguato al suo ruolo, i trasferimenti pro capite sono nettamente inferiori a quelli di altre città, per questo chiediamo che a Roma vengano dati nuovi investimenti per far partire i lavori su realizzazioni rimaste congelate da anni. L’ elenco delle opere da far partire solamente di questi tre municipi non si ferma a queste due opere fondamentali, ma anche al piano di recupero degli immobili ex Alitalia, alle opere di urbanizzazione zona Pian Saccoccia, alla riconversione ex caserma Forte Boccea, al raddoppio di via di Torrevecchia, al palazzetto dello sport di Cesano. Ma oltre a far partire le opere ferme per il rilancio della città e dell’edilizia chiediamo inoltre la realizzazione di importanti collegamenti e  servizi  in alcuni quartieri dei tre municipi come a Selva Candida, segnata da decenni di abusivismo con migliaia di residenti che sono stati abbandonati e che non hanno marciapiedi e nessuna rete di collegamento viario tra i vari plessi residenziali dove ci si può muovere e con difficoltà solamente con un mezzo privato.“ Sbloccare le opere per i sindacati è necessario per Roma, per i suoi cittadini e per tutti quei lavoratori che sono in attesa di esercitare il loro mestiere.