PENSIONI, APE SOCIALE A RISCHIO PER I LAVORATORI DELL’EDILIZIA

Ufficio stampa Filca nazionale 27 giugno 2017

Una recente circolare dell’Inps rischia di penalizzare gli edili che vogliono accedere all’Ape, l’anticipo pensionistico. In particolare la circolare (la numero 99/2017) prevede che il lavoratore soggetto a lavoro pesante e pericoloso sia obbligato a presentare una dichiarazione del datore che certifichi il periodo di lavoro svolto. Nel caso in cui i rapporti di lavoro siano più di uno, come accade spessissimo nel settore, va presentata una dichiarazione per ciascun datore. Un onere che rischia di trasformare l’agognata pensione in una vera lotteria. “Questa circolare è scritta male e riduce ancora di più la finestra di accesso all’Ape”, ha dichiarato il segretario nazionale della Filca, Stefano Macale, in una intervista all’Avvenire. Per i lavoratori edili sarà una vera e propria lotteria produrre la documentazione, dal momento che mediamente hanno tre rapporti di lavoro l’anno, che moltiplicato per sette anni significa 21 dichiarazioni da presentare. Considerando che con la crisi sono sparite numerose imprese e circa la metà dei posti di lavoro, diventa davvero complicato rispettare la scadenza del 15 luglio”. 

Per Macale, che è anche vicepresidente della Cnce, la commissione nazionale paritetica per le Casse edili, la soluzione c’è ed è semplice: “Per ricostruire il percorso lavorativo degli ultimi 7 anni si può usare il nostro sistema di Casse edili, nonostante l’Inps sia già in possesso dei dati di questi lavoratori. Inoltre gli edili sono spesso costretti ad accettare contratti del settore metalmeccanico o multiservizi per lavorare. La verità è che ministero del lavoro e Inps hanno affrontato la questione dell’anticipo pensionistico con poca conoscenza del settore. Mi sembra anche che ci sia stata una fretta sospetta nella stesura della circolare, dopo i ritardi accumulati a seguito dei decreti attuativi. Forse l’Inps non si aspettava così tante richieste di Ape sociale. Da parte nostra esigiamo una risposta chiara e immediata da parte del ministero e dell’Inps, altrimenti ci mobiliteremo”.

L’età pensionabile degli edili è ovviamente correlata alla sicurezza sul lavoro: nel 2017 ci sono già state 323 vittime sul lavoro, di cui una ottantina nelle costruzioni. Un terzo di di queste ha oltre 55 anni e oltre il 22% ha superato i 60. La mancanza di turnover costringe i lavoratori a restare sulle impalcature fino a oltre i 67 anni, impedendo l’ingresso nel mondo del lavoro a giovani tecnici specializzati e capaci di rispondere alle nuove esigenze del settore. Da una elaborazione della Filca nazionale su dati della Cnce è stato calcolato che in circa 6mila hanno i requisiti per accedere all’Ape sociale. “Parliamo quindi di migliaia di lavoratori – conclude Macale – che passerebbero dal lavoro nei cantieri, alle prese con carichi pesanti e lavori in altezza sulle impalcature, anche in condizioni climatiche estreme, alla pensione anticipata e senza penalizzazioni”. Un traguardo che meritano di vedere quanto prima.