“NO AI MECCANISMI DEL MASSIMO RIBASSO”

Manlio Masucci 25 Ottobre 2013

“Il Governo deve convocare le parti sociali; il Parlamento deve raccogliere le nostre opinioni per evitare di stimolare la polverizzazione delle esigenze”. Raffaele Bonanni risponde così a quanti hanno parlato di irresponsabilità a seguito dell’annuncio dello sciopero di quattro ore indetto dai sindacati. D’altra parte, le critiche alla legge di stabilità provengono anche da Confindustria la cui opinione è “pressoché identica” a quella della Cisl, come lo stesso Bonanni ha tenuto a sottolineare. Il premier Letta è dunque chiamato a confrontarsi con le parti sociali per dare “una svolta alla vicenda fiscale” riducendo le tasse sul lavoro attraverso la riduzione “degli sprechi e delle ruberie”.

“Non abbiamo capito – il messaggio finale del leader Cisl al premier – perché all’ultimo minuto ha abbassato le bandiere davanti al partito della spesa pubblica”.
L’occasione per mettere nuovamente a confronto le posizioni delle parti sociali è stata offerta dalla seconda edizione del premio “Imprese per la sicurezza”, indetto da Confindustria e Inail e presentato a Roma presso la sede dell’associazione degli industriali. Un evento che, secondo il numero uno di Via Po, ha rappresentato un segnale fortissimo per imprese, lavoratori e governo e che ha rafforzato ancora di più la collaborazione fra le parti sociali. Per Bonanni occorre “rafforzare la cultura della sicurezza sul lavoro e affrontare il problema a monte, perché è inutile fare leggi draconiane se tutti fanno impresa e non buona impresa”.

Bonanni ha in particolare criticato il meccanismo del massimo ribasso sostenendo che apre le porte anche ad “aziende senz’arte né parte”. Quella della sicurezza è una partita di cultura e civiltà, ha spiegato ancora Bonanni, che va giocata con gli strumenti adeguati a partire da una selezione rigorosa delle imprese e dalla promozione della bilateralità che ha già dimostrato di poter funzionare in molti settori. La partecipazione dei lavoratori è dunque fondamentale per superare i problemi relativi alla salute e alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Una tesi sostenuta anche dallo stesso presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, che ha auspicato maggiori investimenti per la ricerca e per l’innovazione: “Sono deluso dal fatto che nella legge di stabilità – ha detto Squinzi – non ci siano incentivi per la ricerca; gli investimenti nella conoscenza, così come quelli nella semplificazione, sono fondamentali per poter progredire”.

(dal sito www.conquistedellavoro.it)