NAPOLITANO RINVIA IL DDL LAVORO ALLE CAMERE, LA POSIZIONE DELLA CISL

Ufficio stampa Filca nazionale 6 Aprile 2010

“La Cisl non sta in Parlamento, non ha fatto questa legge e non l’ha voluta”. Così il segretario generale Raffaele Bonanni ha commentato il rinvio alle Camere da parte del Quirinale del ddl sul lavoro. Bonanni spiega che la Cisl si è impegnata fin da subito a fare in modo che l’arbitrato fosse una “scelta libera e volontaria del lavoratore” ecco perchè “in accordo con le altre parti sociali tranne la Cgil” si è stabilito “di escludere il licenziamento dalle controversie che possono essere decise dall’arbitrato anzichè dal giudice. Per noi non ci deve essere la clausola compromissoria”.

La Cgil, aggiunge, “avrebbe fatto bene a firmare la dichiarazione comune, invece ha preferito tenere in piedi il problema, agitando il fantasma dell’articolo 18, senza accorgersi che questo era già stato tolto di mezzo” e senza vedere che il “vero attacco” all’art. 18 è in “proposte che vengono da sinistra, come quella del contratto unico”.

La notizia del rinvio alle Camere del provvedimento da parte del Presidente ieri ha riacceso le polemiche. In realtà, come compete all’alto ruolo istituzionale che Napolitano ricopre, egli non esprime alcuna valutazione dell’intesa sottoscritta tra le parti sociali, ma solo sui contenuti della legge che è altra cosa.

Per il Presidente deIla Repubblica, in particolare, il ddl lavoro varato dalle Camere “presenta una estrema eterogeneità di contenuti su una materia di indubbia delicatezza sul piano sociale”. In un comunicato, da subito, la Cisl ha espresso “il massimo rispetto per la decisione assunta dal presidente del Repubblica di rinviare alle Camere il Ddl lavoro”, precisando che “si tratta di una valutazione certamente legittima nel pieno esercizio del ruolo e delle prerogative istituzionali del presidente della Repubblica”.

Per quanto attiene il tema specifico delle procedure di arbitrato e conciliazione, la Cisl ha quindi ribadito che “l’arbitrato è uno strumento utile a disposizione dei lavoratori e delle imprese per diminuire i costi e accelerare i tempi di risoluzione delle controversie di lavoro, principi di libertà e sussidiarietà, garantiti dalla Costituzione, che la Cisl intende rafforzare e regolare attraverso la contrattazione collettiva tra le parti sociali. E` questo il senso dell`avviso comune sull’arbitrato sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali e da tutte quelle datoriali, che facendo salve tutte le tutele e le garanzie previste dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, rimane la base comune per un successivo accordo interconfederale su questa materia”.

Resta per l’articolo 18 il rischio contenuto nel progetto di legge presentato dal Pd sul contratto unico. E’ quanto spiega in una nota il segretario confederale della Cisl, Giorgio Santini. “Al di là delle intenzioni dichiarate di voler superare il dualismo del mercato del lavoro e di stabilizzare i lavoratori precari, – sottolinea Santini – nell’immediato apre una voragine per tutti i nuovi contratti per i quali, per almeno tre anni, non si applicherebbe l’art. 18, cioè nessuna tutela rispetto ai licenziamenti con il rischio evidentissimo che questo nuovo contratto senza garanzie fino a tre anni venga, nei fatti, generalizzato e diventi progressivamente l’unica forma di lavoro”. “Siamo stupiti- aggiunge il sindacalista – che i feroci censori che fino a ieri vedevano le pagliuzze nelle leggi altrui, non si accorgano della trave nella loro proposta di legge. La Cisl – conclude – chiede con forza che si accantoni ogni speculazione politica sui temi del lavoro ed al Governo che vengano al più presto aperti i tavoli sul riassetto degli ammortizzatori sociali e sullo Statuto dei lavori”.

(dal sito www.conquistedellavoro.it)