MANOVRA, VIA LIBERA IN COMMISSIONE AL SENATO

Ufficio stampa Filca nazionale 5 Settembre 2011

Via libera della commissione Bilancio del Senato alla manovra di Ferragosto. Il provvedimento, che è stato modificato in parte, approderà nell’Aula di Palazzo Madama domani per essere licenziato entro sabato. In zona Cesarini sono saltate alcune norme del pacchetto fiscale presentato dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, tra cui l’obbligo di indicazione dei rapporti con le banche nelle dichiarazioni dei redditi e la pubblicazione sui siti dei Comuni delle dichiarazioni riguarderanno solo le categorie e gli aggregati e non più le persone fisiche. Le intese sottoscritte a livello aziendale o territoriale possono derogare a leggi sul lavoro, comprese quelle sul licenziamento, e alle relative norme contenute nei contratti nazionali. Non è passata inoltre la modifica caldeggiata da Pdl e Lega che escludeva dalla stretta sulle agevolazioni fiscali per le coop le banche di credito cooperativo.

In dettaglio, le intese sottoscritte a livello aziendale o territoriale possono derogare a leggi sul lavoro, comprese quelle sul licenziamento, e alle relative norme contenute nei contratti nazionali. Resta salvo il rispetto della Costituzione, dei vincoli derivanti dalle normative comunitarie e dalle convenzioni internazionali sul lavoro. Recepito l’accordo interconfederale del 28 giugno. Tra le materie che non potranno essere inserite nelle intese aziendali e territoriali, il licenziamento discriminatorio e alcuni diritti delle lavoratrici madri.”Quale sindacato dà il proprio assenso ad un piano di licenziamenti? Si fa troppo allarmismo. Non è la libera facoltà di licenziamento che viene sottoposta alla ratifica dei sindacati. Ci mancherebbe altro”, ha commentato Raffaele Bonanni, segretario della Cisl, intervistato da La Stampa sulla norma relativa alla ‘facilità di licenziamento’. contenuta nella manovra. “Noi non l’abbiamo chiesta – aggiunge però Bonanni – e francamente, mi sembra anche abbastanza inopportuno che si sia entrati in questa materia, facendo balenare la possibilità di licenziamenti indiscriminati”. Posso dire – spiega il sindacalista – che “il testo emendato è migliore di quello originario”: ora anche gli accordi aziendali, su cui c’erano delle incertezze, devono “prevedere la vidimazione da parte dei grandi sindacati nazionali”.

In ogni caso – prosegue Bonanni – da sindacalista “non firmo accordi per mandare la gente al macero”. Però “di fronte a casi eccezionali, al mangiare la minestra o saltare dalla finestra, io scelgo la minestra, così almeno qualcuno ce l’ha”. In quei casi “si possono trovare accordi che prevedano anche una riduzione del personale, Fatti salvi i diritti costituzionali”. La vicenda di Pomigliano – chiude Bonanni – “ha fatto scuola”.

Sul provvedimento è intervenuto anche Domenico Pesenti, segretario generale della Filca-Cisl nazionale: “Si fa troppo clamore su questa norma. La legge, infatti, resterà invariata e nulla cambierà rispetto al passato. Le parti sociali, se lo vorranno e lo riterranno opportuno, potranno fare deroghe. E’ quello che accade, per esempio, con il lavoro notturno delle donne. La legge lo vieta, è possibile introdurlo solo ed esclusivamente con un accordo sindacale. In questo modo – osserva il segretario generale degli edili della Cisl – c’è più controllo e più responsabilizzazione delle parti sociali. Il testo poi non contraddice la Costituzione e non attacca i diritti dei lavoratori. Riscontro invece un aumento della responsabilità, che dal piano legislativo passa a quello sindacale. Ed il riferimento alle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative è la garanzia che non verranno siglati accordi di comodo”. Infine una stoccata alla Cgil: “Come potremmo mai aderire al loro sciopero? Ricordo che è stato proclamato a metà agosto, in fretta e furia, su spinta della Fiom contro il riconoscimento per legge dei due accordi Fiat di Pomigliano e di Mirafiori, votati a maggioranza dai lavoratori”.

Queste, in sintesi, le principali novità della Manovra.

Riscossione coattiva condono 2002 – Via libera al recupero delle somme non riscosse dal condono tombale 2002: i contribuenti che hanno aderito alla sanatoria pagando la rata iniziale e che poi sono “spariti” verranno costretti dall’Agenzia delle Entrate e da Equitalia a pagare il dovuto con gli interessi entro il 31 dicembre 2011, altrimenti incorreranno in una sanzione pari al 50% delle somme in questione.

Debiti P.a certificati – La norma impone alle pubbliche amministrazione di certificare il debito che hanno con le imprese se queste lo richiedono.

Salvato il Sistri – L’abolizione del Sistema di tracciabilità dei rifiuti industriali è stata cancellata dalla manovra.

Tassa per money transfert – Viene istituita un’imposta di bollo sui trasferimenti di denaro all’estero attraverso gli istituti bancari, le agenzie ‘money transfer’ e altri agenti in attività finanziaria. L’imposta è dovuta in misura pari al 2% trasferito con ogni singola operazione, con un minimo di prelievo di 3 euro. Saranno esenti i trasferimenti effettuati da persone fisiche munite di matricola Inps e codice fiscale.

Salvi fas regionali – Salvati dai tagli i fas regionali. Qualora i ministeri non raggiungano gli obiettivi di risparmio, pari a 6 miliardi nel 2012, vengono messi al riparo i fondi regionali. Si potrà mettere mano solo ai fondi nazionali.

Stop rinvio tredicesime statali, stretta bonus dirigenti – Viene cancellato il differimento del pagamento delle tredicesime ai dipendenti delle amministrazioni che non abbiano centrato i risparmi attesi. Nel caso in cui non siano assicurati gli obiettivi di risparmio scatterà la riduzione del 30% della retribuzione di risultato dei dirigenti responsabili.

Salta contributo solidarietà, resta per p.a e pensioni d’oro – Salta il contributo di solidarietà del 5% per i redditi oltre i 90mila euro e del 10% per quelli sopra i 150mila euro per i privati ma restano in vigore la norme precedenti alla manovra di ferragosto che prevedevano il taglio degli stipendi più alti nel pubblico impiego e il prelievo sulle pensioni d’oro.

Salve feste 1 maggio, 2 giugno e 25 aprile – Sono salve le feste civili che la manovra spostava o accorpava alla domenica: resteranno quindi il primo maggio, il 25 aprile e il 2 giugno. Resta l’accorpamento alla domenica per le feste patronali, con l’eccezione della festa del patrono di Roma, San Pietro e Paolo, che è tutelata dal concordato.

Robin Hood tax ai Comuni – Il gettito derivante dalla Robin Hood tax andrà tutto ai Comuni. Resta quindi il taglio integrale delle spese per i ministeri.

Carcere per maxi-evasori – Oltre i 3 milioni di euro di imposta evasa o non versata scatterà lo stop alla sospensione del carcere che il giudice sinora poteva ordinare nel pronunciare sentenza di condanna alla reclusione o all’arresto per un tempo non superiore a due anni. La novità non è retroattiva e varrà da ora in poi.

Redditi on line per categorie – Via libera alla norma che consente ai Comuni di pubblicare on line le dichiarazioni dei redditi, ma la novità riguarderà solo aggregati e categorie. Viene destinato ai Comuni il 100% dei frutti della lotta all’evasione legata agli immobili del territorio. L’Agenzia delle Entrate potrà elaborare specifiche liste selettive di contribuenti da sottoporre a controllo.

Controlli preventivi agenzia entrate su c/c – L’Agenzia delle Entrate potrà controllare preventivam
ente i conti correnti senza aspettare di aprire un procedimento di accertamento.
Stretta Coop – Confermata la stretta sulle agevolazioni fiscali delle coop.

Società comodo ires +10,5% – Per le società di comodo anche se in perdita per tre periodi d’imposta consecutivi è prevista una maggiorazione di 10,5 punti percentuali di Ires. In arrivo infine una stretta sui beni d’impresa concessi in godimento a soci o familiari.

Province e Piccoli Comuni – La manovra salva le province ma conferma il dimezzamento dei consiglieri provinciali. Il riordino delle province con la loro eventuale cancellazione è demandata a un disegno di legge costituzionale. Per i piccoli Comuni ci sarà invece l’obbligo di accorpamento delle funzioni.

Incompatibilità parlamentari – Dalla prossima legislatura ci sarà una stretta sulle incompatibilità tra la carica di deputato e senatore e quella di amministratore pubblico.

Delega riordino uffici giudiziari – Arriva la delega al governo per il riordino degli uffici giudiziari, tenendo conto di alcuni criteri base tra cui il numero di abitanti, l’estensione e i carichi di lavoro. Previsto anche l’accorpamento delle Procure.

Numero chiuso per le farmacie – Limitazione alla liberalizzazione delle farmacie. Prevista la necessità di mantenere un limite al numero di persone titolate ad esercitare una professione connessa alla salute umana.

(fonte: www.conquistedellavoro.it)