GIORNATA MONDIALE DEL LAVORO DIGNITOSO, TURRI: “SENZA SICUREZZA SIAMO ALL’ANNO ZERO”

Ufficio stampa Filca nazionale 7 Ottobre 2020
GIORNATA MONDIALE DEL LAVORO DIGNITOSO, TURRI: “SENZA SICUREZZA SIAMO ALL’ANNO ZERO”

“Le cronache di questi giorni ci raccontano di un preoccupante aumento di incidenti mortali sui luoghi di lavoro, in particolare in edilizia, e di una pericolosa impennata dei casi di contagio da Covid-19. Lo affermavamo in tempi non sospetti, lo ribadiamo ancora di più oggi: senza sicurezza non ci può essere un lavoro dignitoso, è un pericoloso ritorno all’anno zero sul fronte dei diritti e della dignità delle persone”. Lo ha dichiarato Franco Turri, segretario generale Filca-Cisl, nella giornata mondiale del lavoro dignitoso. “Si calcola che nel mondo ogni 15 secondi si verifichino 153 infortuni sul lavoro, uno dei quali mortale. L’edilizia può vantare il triste primato del settore più a rischio, con il 20% delle vittime. E se in Italia il lockdown ha avuto il ‘merito’ di aver ridotto il numero delle vittime, per via del blocco di quasi tutte le attività, la ripresa è stata caratterizzata da un aumento preoccupante degli infortuni, provocati in molti casi proprio dalla fretta per recuperare il tempo perduto. Oggi i rischi nei cantieri, dunque, sono aumentati: ai pericoli propri del lavoro edile si aggiunge il rischio del contagio. E c’è un altro tipo di sicurezza che non va trascurato: quella del territorio. Due delle vittime sul lavoro di questi giorni – spiega il segretario generale della Filca – sono operai impegnati nel ripristino di una strada, letteralmente invasa dal fango portato dall’alluvione. In questi casi la prevenzione è sempre l’arma migliore: la messa in sicurezza costa meno del ripristino, non comporta disagi e soprattutto non mette a rischio la popolazione e i lavoratori. Sembrerebbe una cosa ovvia, ma allora perché nel 2019 è stato speso per gli interventi contro il dissesto idrogeologico meno della metà di quanto annunciato? Negli ultimi anni abbiamo assistito ad una girandola di nomi (Italia Sicura, Sblocca Italia, Proteggi Italia) ma la sostanza dei provvedimenti non è cambiata: le risorse ci sono ma si fatica a spenderle. È davvero arrivato il momento di cambiare registro: una delle nostre proposte, ad esempio, è quella di coinvolgere in modo più diretto i governatori delle regioni, nominandoli commissari di tutte quelle opere urgenti e di quegli interventi non procrastinabili che hanno a che fare con la sicurezza del territorio. Sarebbe una mossa in grado di accelerare gli iter, ancora troppo lenti e farraginosi. Insomma, bisogna intervenire in modo drastico perché la priorità è assicurare la sicurezza dei lavoratori: è questa la condizione necessaria perché si affermi la dignità del lavoro”, ha concluso Turri.