Filca Pescara, sommerso e 626 al centro del dialogo sociale

Ufficio stampa Filca nazionale 6 Agosto 2003

DA TEMPO la Filca di Pescara sollecita le istituzioni locali per combattere il lavoro nero ed il mancato rispetto delle norme di sicurezza. Nel territorio infatti gran parte dei 2 mila addetti in edilizia è costretta a lavorare in nero. Ogni giorno, poi, nei cantieri vengono in media segnalati cinque infortuni sul lavoro spesso anche mortali. Il permanere di una simile situazione ha spinto la Filca di Pescara a inviare al Prefetto di Pescara proposte specifiche per la vigilanza sui lavori pubblici e privati, le attività di monitoraggio, i controlli, la semplificazione e la trasparenza nel settore delle opere pubbliche e private. La Filca pescarese chiede, tra le altre cose, al Prefetto di assumere un ruolo forte di coordinamento su tutti i soggetti che operano sul territorio nell’ambito della prevenzione e di istituire uno Sportello Unico per il rilascio del Documento unico di regolarità contributiva (Durc), presso la Cassa edile, attraverso una convenzione con Inail e Inps. Inoltre, per contrastare ulteriormente il lavoro nero e irregolare, si chiede di sensibilizzare tutti i Comuni della provincia di Pescara affinché il Durc venga esteso sia al lavoro pubblico che privato, attraverso il rilascio del certificato di abitabilità e/o di agibilità ai committenti che dimostrino di aver affidato i lavori a ditte adempienti nei riguardi dei versamenti Inps, Inail e Cassa edile. Soprattutto, la Filca ribadisce la necessità di un tavolo permanente di concertazione tra le parti per prevenire il lavoro nero e garantire sicurezza sul lavoro.

I.N.