Filca Lombardia, confronto sulla sostenibilità ambientale

Ufficio stampa Filca nazionale 6 Febbraio 2008

Milano

Battista Villa, segretario generale della Filca Lombardia: “La Filca punta a costruire un’organizzazione sociale completamente sostenibile. Tre le nostre priorità”.

Anteporre il benessere delle future generazioni alle esigenze dell’immediato. È questa la strada per evitare di pensare solo all’oggi e darsi invece come obiettivo irrinunciabile la costruzione del futuro, non troppo lontano, degno di essere vissuto per i nostri figli. È il tema, di grande attualità, della “Sostenibilità ambientale ed economica” sul quale si sono confrontati i dirigenti sindacali della Filca Cisl della Lombardia, nell’ambito del percorso formativo biennale che ha come traccia di riferimento “Le responsabilità emergenti nel ventunesimo secolo”. Le questioni legate all’ambiente, all’utilizzo delle energie alternative, alla riduzione degli sprechi e all’uso di materiali innovativi hanno costituito la base della discussione sviluppatasi fra gli ottanta componenti il consiglio generale dell’organizzazione. Il dibattito ha reso ancor più evidente che per i sindacalisti dell’edilizia e dei materiali delle costruzioni l’attenzione al costruire e al produrre deve necessariamente passare attraverso il rispetto delle certificazioni energetiche, la riduzione dei consumi, lo sviluppo e l’implementazione di tecnologie innovative e di materiali compatibili. “La Filca punta a costruire un’organizzazione sociale completamente sostenibile – ha sottolineato il segretario lombardo, Battista Villa – scelta possibile quando tutte le sue attività rigenerano l’ambiente e creano prosperità economica, sviluppando fiducia e coesione”. In questa prospettiva la Filca regionale ha individuato tre priorità. Innanzitutto si tratta di attivare percorsi di formazione per il settore edile e dei materiali di costruzione, con l’obiettivo di fornire strumenti e buone pratiche per introdurre negli accordi aziendali e territoriali le necessarie attenzioni alle responsabilità sociale, utilizzando uno strumento come il bilancio sociale come base di lavoro. In secondo luogo si punta a coinvolgere tutti i soggetti sindacali ed imprenditoriali del settore, sostenendo questa sensibilità negli enti bilaterali, allo scopo di raggiungere una generale consapevolezza dell’irrinunciabile priorità di queste tematiche. Infine, si vuole potenziare nel sindacato un percorso che rimetta in discussione il consolidato binomio sviluppo-crescita, a favore di una nuova divisione internazionale del lavoro che, attraverso i necessari investimenti in tecnologia, formazione e riqualificazione, consenta la realizzazione di un’organizzazione del lavoro più rispettosa dell’ambiente e della centralità dell’uomo.

Costantino Corbari