Filca: errato non ridurre l’Iva per le ristrutturazioni private

Ufficio stampa Filca nazionale 17 Luglio 2003

Roma

“IL PROLUNGAMENTO, deciso dalla Camera dei deputati, fino al 31 dicembre 2003 degli sgravi Irpef del 36% per la ristrutturazione degli immobili privati, non accompagnato anche dalla riduzione dell’aliquota Iva al 10%, svilisce fortemente uno strumento che si è dimostrato efficace nella lotta al lavoro nero e alla concorrenza sleale tra le imprese. Decisione incomprensibile, considerando che in questi anni l’allargamento della base imponibile, seguita a sgravi Irpef e riduzione dell’Iva, ha contribuito all’aumento delle entrate dello Stato sul versante previdenziale e fiscale, facendo emergere molta parte del sommerso nelle ristrutturazioni private”. E’ quanto dichiara il segretario generale aggiunto Filca , Giuseppe Virgilio , secondo cui “agendo soltanto sul prolungamento degli sgravi Irpef del 36% si rischia di rendere inefficace il meccanismo del “conflitto di interesse” tra committente dei lavori e impresa, perché si riduce fortemente la convenienza, sia dell’uno che dell’altro, ad operare in un regime di trasparenza. Siamo sorpresi – aggiunge Virgilio – per questa decisione, perchè al tavolo istituzionale per il sommerso in edilizia, tutte le parti sociali del settore hanno messo al primo posto, tra le richieste da indirizzare al Governo, la proroga del pacchetto degli sgravi e della riduzione dell’Iva per le ristrutturazioni private. Ci aspettiamo che il Governo intervenga per modificare quanto deciso nell’ambito della “confusa” discussione alla Camera sul decreto milleproroghe”