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EDILIZIA, STOP ALLE INFILTRAZIONI MAFIOSE

EDILIZIA, STOP ALLE INFILTRAZIONI MAFIOSE

Modena
Donnarumma: “Emergenza criminalità in Emilia-Romagna”
Estendere l’obbligo della certificazione antimafia a tutte le attività, abolendo esenzioni e soglie; reintrodurre la rintracciabilità delle risorse usate per acquisire o controllare società e immobili; ridurre il numero degli enti che indicono appalti pubblici; mettere “paletti” per regolare l’accesso al settore edile (oggi chiunque può andare alla Camera di commercio e aprire un’impresa di costruzioni). Sono alcune delle misure proposte dai sindacati edili Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal-Uil dell’Emilia-Romagna per contrastare il rischio di infiltrazioni criminali nell’edilizia regionale. Le proposte sono emerse durante il convegno “Edilizia sul filo del rasoio”, organizzato a Modena dalle tre organizzazioni sindacali e al quale hanno partecipato, tra gli altri, esperti come Enzo Ciconte e Giuseppe Lumia, amministratori pubblici come l’assessore regionale Luigi Gilli, imprenditori come Gabriele Buia (presidente regionale Ance) e Dario Foschini (direttore generale Cmc Ravenna).
“È noto l’interesse di mafia, camorra e ‘ndrangheta per gli appalti di opere pubbliche e private -afferma Ciro Donnarumma, segretario generale Filca regionale a nome dei tre sindacati edili – Forze dell’ordine e Magistratura avvertono che ci sono ingenti risorse provenienti da attività illecite pronte a entrare nelle lottizzazioni di aree. La presenza della criminalità organizzata è documentata soprattutto a Parma, Reggio Emilia e Modena. In quest’ultima provincia, tra l’altro, il dirigente di un ente bilaterale ha subito nei mesi scorsi minacce per non aver voluto rilasciare documenti di regolarità a soggetti che non applicavano correttamente i contratti di lavoro”. Nei cantieri può succedere che alle imprese appaltanti o subappaltanti, in particolare quelle provenienti dal Sud, sia richiesto il “pizzo” o siano imposti manovali e fornitori. Chi rifiuta rischia il furto di materiale o attrezzature, se non peggio. I lavoratori, soprattutto gli stranieri, hanno paura a rivolgersi ai sindacati in caso di violazioni dei contratti, mancato versamento dei contributi, condizioni di lavoro poco sicure o insalubri.
“Siamo preoccupati – ammettono gli edili di Cgil-Cisl-Uil dell’Emilia-Romagna – Per questo invitiamo le istituzioni a tenere alta la guardia e a incrementare la vigilanza. Alcune misure di prevenzione sono realizzabili solo se diventano provvedimenti legislativi nazionali. Altre, invece, possono essere già inserite nell’ambito delle regole stabilite dalle stazioni appaltanti pubbliche nei bandi di gara, oppure dalle imprese nell’esecuzione di lavori privati. Stiamo giocando una partita delicata: coniugare legalità e sviluppo tradizionalmente a rischio. Possiamo farcela – concludono Fillea, Filca e Feneal regionali -solo se a giocare la partita sono tutti coloro che hanno a cuore la tenuta del tessuto economico, sociale e democratico di questa regione”.

Ileana Rossi

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