CONTRATTI, VARATA LA PROPOSTA UNITARIA DI CGIL, CISL E UIL

Filca nazionale 18 Gennaio 2016

Alla fine il traguardo è stato raggiunto: gli esecutivi di Cgil, Cisl e Uil hanno dato il via libera alla proposta unitaria di riforma del modello contrattuale da presentare alle controparti. Tra queste c’è anche il Governo in quanto datore di lavoro dei dipendenti pubblici. Un risultato tutt’altro che scontato, dopo che a fine settembre era saltato sul nascere il tavolo con Confindustria al quale aveva partecipato la sola Cisl mentre Cgil e Uil lo avevano disertato. Via Po, però, non ha mai mollato l’obiettivo, consapevole che la posta in gioco va ben oltre i contenuti della piattaforma sindacale: 20 pagine dal titolo “Un moderno sistema di relazioni industriali”. Tre i pilastri che reggono l’impianto: contrattazione, partecipazione e regole (e cioè la rappresentanza con il consolidamento delle norme varate con il Testo unico del 10 gennaio 2014 dai sindacati con Confindustria e poi con i successivi accordi con Confservizi, Alleanza delle cooperative e Confcommercio). Quanto alla contrattazione, si confermano i due livelli con la centralità del contratto nazionale; gli aumenti salariali vengono legati non più (solo) all’inflazione ma a “dinamiche macroeconomiche” e si punta non soltanto alla difesa del potere d’acquisto ma al suo incremento, oltre che ad implementare la contrattazione di secondo livello (aziendale o territoriale) e la produttività. Obiettivo è la rappresentanza e la tutela di tutte le forme contrattuali; allo stesso tempo si dice di diminuire il numero dei contratti nazionali (la cui durata potrebbe salire a quattro anni).

Cgil, Cisl e Uil chiedono “l’esigibilità universale” dei minimi salariali definiti dai contratti nazionali, “in alternativa all’ipotesi del salario minimo legale”, che “va sancita attraverso un intervento legislativo di sostegno, che definisca l’erga omnes dei Ccnl”, dando attuazione a quanto previsto dall’articolo 39 della Costituzione. Così come, richiamando un altro articolo della Carta (l’articolo 46), puntano sulla partecipazione dei lavoratori alle scelte delle imprese (la partecipazione alla governance, nei consigli di sorveglianza nel modello duale; quella organizzativa ed economico-finanziaria). Quanto alla rappresentanza, i sindacati, chiedendo che la misurazione della rappresentatività venga estesa anche alle associazioni d’impresa, rimarcano che “un eventuale intervento legislativo non potrebbe che recepire” quanto definito dalle parti sociali.

Nel corso della riunione degli esecutivi il segretario confederale Cisl Gigi Petteni che – assente Annamaria Furlan per ragioni di salute – ha presenziato i lavori assieme alla segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso ed al segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, ha sottolineato come la proposta di Cgil, Cisl, Uil sia “fatta di speranze e non di paure, per una contrattazione migliore che metta al centro la condizione dei lavoratori e un nuovo ruolo: meno subalterni e più protagonisti nelle imprese”.

“L’incontro – ha aggiunto Petteni – ha una grande importanza: abbiamo raggiunto un’intesa unitaria su una proposta che riguarda non solo un modello contrattuale da aggiornare, ma più complessivamente un progetto per la costruzione di un moderno sistema di relazioni industriali. Una proposta che può completare il percorso fatto con gli accordi sulla rappresentanza e dare una nuova prospettiva al ruolo del sindacato confederale nel nostro Paese”.