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CANTIERI SCUOLA IN SICILIA, "UNO SPRECO PUBBLICO" PER LA FILCA DI CALTANISSETTA

CANTIERI SCUOLA IN SICILIA, "UNO SPRECO PUBBLICO" PER LA FILCA DI CALTANISSETTA

Di seguito una nota del segretario generale della Filca-Cisl di Caltanissetta, Francesco Iudici, sui cantieri scuola organizzati in Sicilia.

I cantieri scuola organizzati in Sicilia sono uno spreco inutile di denaro pubblico. Sono stati investiti oltre 260 milioni di euro: uno sperpero di risorse pubbliche che non determineranno nessun cambiamento fattivo delle città isolane, delle loro piazze considerate il cuore propulsore delle relazioni  sociali ed economiche, dei loro edifici. Quei soldi stanziati dalla Regione potevano semmai essere investiti in progetti di grande utilità come la riqualificazione dei centri storici,  la realizzazione di infrastrutture idonee a determinare condizioni di sviluppo delle comunità amministrate.  I cantieri scuola invece non lasceranno il loro marchio di fabbrica,  non genereranno nessuna ricchezza,  non avranno la capacità di ridisegnare un nuovo modello di sviluppo economico. Serviranno semmai ad alimentare qualche forma di clientelismo e qualche campagna elettorale di troppo.

Questi cantieri concepiti come l’ennesima forma di assistenzialismo  ipocrita sono lesive della dignità della persona e del lavoratore che, per circa 32 euro lorde giornaliere,  deve assicurare una  prestazione  d’opera  di  sette  ore  senza  nessuna  protezione contributiva ed assistenziale. Senza nessun accantonamento alla Cassa Edile competente per territorio. Le persone impegnate in cantiere espletano lavori edili, ma il loro contratto di assunzione è tutt’altra cosa. Sono inquadrati come allievi. Una vergogna senza precedenti! La domanda è scontata? Come fanno gli allievi,  indirizzati in un cantiere scuola ad imparare un mestiere, ad espletare mansioni lavorative tipiche di un lavoratore qualificato o specializzato?

Questo è una offesa al senso civico. E’ come se le persone lavorassero in cambio di un favore secondo un costume tipicamente meridionale. Il lavoro organizzato in questo modo umilia, c’è da rivedere tutto il sistema: garantire la giusta retribuzione al lavoratore e la copertura contributiva e previdenziale applicando il contratto nazionale di categoria e l’integrativo provinciale di II livello. Solo in questo modo il lavoratore-persona potrebbe sentirsi gratificato.  L’auspicio e’ quello che la Regione per gli anni a venire provveda a regolamentare la materia tenendo conto dei suggerimento proposti.

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