A RISCHIO IL TESTO UNIFICATO, APPRENSIONE TRA GLI OPERATORI DEL RESTAURO

Filca nazionale 4 Maggio 2012

A due anni dalla consegna al Presidente della Repubblica della petizione popolare e delle 10mila firme raccolte in tutta Italia per tutelare il lavoro degli operatori del restauro, Feneal, Filca, Fillea, scrivono nuovamente a Giorgio Napolitano. I sindacati si dicono preoccupati della difficile situazione venutasi a creare nella Commissione Istruzione Pubblica e Beni Culturali del Senato, dove è in discussione un testo unificato sulla materia “frutto della grande mobilitazione dei lavoratori e di un lungo lavoro di confronto con i parlamentari nel quale il sindacato è stato tra i maggiori protagonisti. Quel testo unificato contiene gran parte delle nostre richieste ed ha ricevuto un’ampia convergenza delle forze politiche e dei parlamentari. Ma il 3 aprile scorso è successo qualcosa di molto grave” raccontano i sindacati “alcune forze politiche firmatarie del testo unificato hanno inaspettatamente presentato 35 emendamenti, facendo segnare una improvvisa battuta di arresto al rapido percorso di approvazione del testo.”

Le proposte di modifica contenute negli emendamenti “stravolgono tutto  l’impianto della norma e rischiano di vanificare il lavoro svolto in questi anni per giungere ad una soluzione condivisa. Se accolti – denunciano Feneal Filca Fillea – la maggior parte degli emendamenti riporterebbero indietro il tempo, negando ancora una volta tutti quei principi di equità e di giustizia che sembravano finalmente essere riconosciuti da tutti.”

Dopo aver scritto ai componenti della VII Commissione Senato chiedendo che alla ripresa della discussione sul testo unificato “ripensino al senso profondo ed alle reali finalità di questa norma, torniamo ad appellarci al Presidente della Repubblica” concludono i sindacati “affinché non si torni indietro. Ed ancora una volta chiediamo al Quirinale di poter essere ricevuti e con l’occasione testimoniare, insieme ad una delegazione di lavoratrici e lavoratori, la grande preoccupazione degli operatori del settore per un futuro che appare sempre più drammaticamente incerto”.

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