SAFE DAY, A ROMA FLASH MOB DEI SINDACATI SULLA SICUREZZA NEI CANTIERI

Ufficio stampa Filca nazionale 27 aprile 2018

Anche quest’anno i sindacati dell’edilizia FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil, hanno dato vita ad una iniziativa in occasione del SafeDay, la giornata mondiale della salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.

Venerdì 27 aprile in piazza SS. Apostoli, a Roma, è andato in scena un suggestivo flash mob, reso ancora più efficace dalla presenza di un ponteggio realizzato ad hoc.

Nel corso della manifestazione sono stati illustrati i dati relativi al drammatico aumento degli infortuni mortali nel 2018. “L’edilizia resta il settore più a rischio – ha dichiarato il segretario generale della Filca, Franco Turri – con il 20% delle vittime; la prima causa di morte è la caduta dall’alto”.

“Noi – ha ricordato – chiediamo non solo l’aumento dei controlli e delle ispezioni, in sinergia con il personale degli Enti paritetici, ma anche un accesso più facile al pensionamento anticipato, il contrasto al lavoro nero, la lotta al dumping contrattuale, l’introduzione di norme che escludano dal mercato le aziende irregolari e maggiore attenzione agli obblighi formativi”.

LAVORARE DA MORIRE

Nel mondo si verificano ogni anno più di 350 milioni di incidenti sul lavoro, con decine di milioni di vittime per infortuni e malattie professionali.
Oltre al dramma, il fenomeno comporta anche un costo sociale diretto ed indiretto insostenibile, pari ad oltre 3.000 miliardi di euro, vale a dire il 4%
del Pil. In Italia nel 2018 ci sono già state oltre 200 vittime sui luoghi di lavoro. Ogni giorno, dunque, due lavoratori non fanno più ritorno a casa. Tra gennaio e dicembre del 2017 le denunce d’infortunio
sono state oltre 630 mila, in lieve calo
rispetto al 2016. Si tratta comunque di numeri
preoccupanti: calcolando 250 giorni lavorativi
l’anno, vuol dire che mediamente ogni giorno ci
sono stati oltre 2.500 infortuni sul lavoro. Ogni
anno, inoltre ci sono circa 60 mila di denunce di
malattia professionale.

IL SANGUE NEI CANTIERI
Nel 2017 in Italia ci sono state 746 morti, 1029
complessive considerando anche quelle in itinere,
(+1,1% rispetto all’anno precedente) di cui 109
nelle costruzioni. La tendenza all’aumento
purtroppo continua e si accentua nei primi mesi
del 2018, in cui come sindacati registriamo nei
settori delle costruzioni un incremento del 50%
rispetto all’anno precedente. Gli stessi dati Inail
confermano la tendenza negativa più generale:
nel primo trimestre 2018 si sono registrati 22
infortuni mortali in più rispetto allo stesso periodo
del 2017. Aumentano inoltre le denunce di
malattie professionali (+5,8%) e l’età media
delle vittime: la metà sono di età compresa tra 50
e 64 anni (+35%).

LE CAUSE
Con la crisi si è assistito ad una serie di fenomeni
che stanno provocando un preoccupante aumento
degli incidenti nei cantieri:
– ricorso sempre più diffuso al lavoro nero ed
irregolare;
– taglio di risorse dalla voce ‘sicurezza’ da parte
degli imprenditori;
– riduzione di controlli ed ispezioni da parte degli
organi preposti;
– ricorso a contratti diversi da quello dell’edilizia;
– aumento delle infiltrazioni criminali nel settore.

I CONTROLLI
Dai dati relativi al monitoraggio delle attività di
vigilanza 2017 emerge un quadro desolante, con
un tasso di irregolarità pari al 65%, 2 aziende su 
3. Nel dettaglio 160.347 sono state le aziende
ispezionate di cui 103.498 irregolari, per un totale
di 252.659 lavoratori irregolari (36% in più
rispetto al dato 2016) e 48.073 lavoratori
totalmente in nero, oltre 1 miliardo il recupero dei
contributi e premi evasi.
I lavoratori irregolari si presentano maggiormente
presenti in settori come l’edilizia che registra un
tasso di irregolarità pari al 64,44%: 13.254 i
lavoratori i rregolari a fronte di 34.472
accertamenti ispettivi, 5.710 i lavoratori in nero,
22.213 le aziende ispezionate.
Ma c’è da rilevare anche che si tratta di poche
decine di migliaia di ispezioni su un totale di 5
milioni di imprese dei diversi settori. In queste
condizioni un’azienda riceve in media una
ispezione ogni 20 anni!

L’IMPEGNO DEL SINDACATO

Noi siamo impegnati ogni giorno in prima linea,
attraverso i responsabili per la sicurezza che
operano negli Enti paritetici e grazie all’azione
incessante degli Rls e degli Rlst, i Responsabili per
la sicurezza aziendali e territoriali. Inoltre con il
nostro pressing costante sulle istituzioni
cerchiamo di introdurre norme sempre più
stringenti sul fronte della sicurezza nei cantieri.
• Rafforzare i controlli in materia di
sicurezza sul lavoro
• Introdurre la Patente a punti, un sistema
premiale per la selezione ed il sistema di
qualificazione delle imprese. Questo
importante strumento non è ancora
operativo nonostante sia previsto dal 
D.Lgs. 81/2008
• Aumentare la sicurezza nei cantieri
stradali, che per la loro peculiarità hanno
rischi molto elevati
• Definire norme premiali per le imprese che
dimostrino di essere regolari e sicure e
adottino il sistema dell’asseverazione
previsto dall’intesa e dalla normativa Uni-
Inail-Cncpt
• Ripristinare il Durc (documento unico di
regolarità contributiva) nella sua
originaria formulazione, passando in tempi
brevi alla certificazione della congruità
• Allargare le maglie dell’Ape Sociale, in
accordo con gli Enti bilaterali, per
consentire ad un numero ancora maggiore
di edili di andare in pensione prima e
senza penalizzazioni
• Applicare il contratto dell’edilizia a tutti i
lavoratori edili impiegati in cantiere,
contrastando così i l fenomeno del
dumping contrattuale
• Realizzare una sinergia con il sistema
bilaterale edile sul fronte della vigilanza e
dei controlli nei cantieri
• Rafforzare il ruolo degli Rlst del settore e
dei responsabili per la sicurezza impegnati
negli Enti paritetici
• Prevedere l’obbligo formativo presso gli
Enti bilaterali per tutti i lavoratori
impiegati nei cantieri, a prescindere da
mansioni e contratto.

Fonti: Osservatorio Indipendente di Bologna,
Inail, Vega Engineering, Ispettorato Nazionale del
Lavoro, rilevazioni Feneal Filca Fillea