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RINNOVO CCNL LEGNO/ARREDO INDUSTRIA, FEDERLEGNO ABBANDONA LA TRATTATIVA

RINNOVO CCNL LEGNO/ARREDO INDUSTRIA, FEDERLEGNO ABBANDONA LA TRATTATIVA

Paolo Acciai, segretario nazionale della Filca-Cisl: "Federlegno ha deciso di assumersi una responsabilità pesantissima. Il contratto scade il 31 marzo e ci sono centinaia di migliaia di lavoratori ai quali bisogna assicurare continuità contrattuale"

Stop inatteso alla trattativa per il rinnovo del Contratto nazionale Legno/arredo industria. Federlegno, nel corso del quarto incontro con i sindacati di categoria Filca-Cisl, Feneal-Uil e Fillea-Cgil, ha infatti deciso a sorpresa di sospendere la trattativa e abbandonare il tavolo. “Con questa decisione – spiega Paolo Acciai, segretario nazionale della Filca – Federlegno ha deciso di assumersi una responsabilità pesantissima. Il contratto scade il 31 marzo e ci sono centinaia di migliaia di lavoratori ai quali bisogna assicurare continuità contrattuale. Invece la parte datoriale ha deciso di interrompere bruscamente il confronto, mentre eravamo impegnati a discutere alcuni testi importanti del contratto, come l’apprendistato, l’orario di lavoro, la malattia, il periodo di prova, la previdenza complementare. È ormai chiaro come a differenza di tre anni fa, quando entrò in vigore l’accordo interconfederale, ora il tentativo è quello di prolungare quanto più possibile la trattativa. Un modo di agire al quale ci opporremo con ogni mezzo”.
In questi giorni si susseguono incontri tra le segreterie nazionali, la delegazione trattante e i delegati. Nel corso dei precedenti incontri non erano mancati punti di attrito, con posizione apparentemente insanabili. “Sulla malattia – spiega Acciai – abbiamo proposto che il periodo di comporto sia superato nel caso di gravi patologie. Ebbene, la risposta della parte datoriale è stata che la nostra proposta non risolve il problema dell’export del settore del legno. Un atteggiamento davvero inspiegabile e per certi versi irritante. Sulla flessibilità, poi, Federlegno vuole mano libera, senza il passaggio con le organizzazioni sindacali. E per quanto riguarda l’apprendistato hanno proposto una retribuzione pari al 30% del salario, semplicemente senza dignità. Il problema – conclude il segretario nazionale della Filca – è solo uno ma è per noi gravissimo e motivo di incomprensioni: le imprese del legno in questa trattativa, come avvenuto in passato, non sono rappresentate. Avere come controparte funzionari di Confindustria è avvilente e non costituisce certo una premessa per risolvere i gravissimi problemi del settore, che hanno provocato la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro”.