NATUZZI, PRESENTATA LA PIATTAFORMA SINDACALE PER IL CONTRATTO AZIENDALE

Ufficio stampa Filca nazionale 29 Gennaio 2020

Realizzare un nuovo sistema di relazioni industriali nel Gruppo Natuzzi, basato sul coinvolgimento dei lavoratori e delle loro rappresentanze, e favorire la crescita e il benessere organizzativo aziendale: sono gli obiettivi del contratto di secondo livello di gruppo, i cui contenuti sono stati presentati ieri dai sindacati di categoria Filca-Cisl, FenealUil, Fillea-Cgil ai vertici dell’azienda di Santeramo in Colle (Bari). Il 3 marzo è già in programma un secondo incontro. Attualmente nel Gruppo Natuzzi lavorano 2.040 dipendenti; a circa 400 si applica il contratto del commercio. Il contratto integrativo aziendale, ovviamente, si applicherà a tutti gli addetti.

PIATTAFORMA

“La piattaforma – dichiara Salvatore Federico, segretario nazionale della Filca – si sviluppa su 9 punti, ed è il frutto di un grande lavoro di partecipazione e confronto svoltosi all’interno degli stabilimenti del Gruppo tra tutti i lavoratori. Questo strumento contrattuale dovrà accompagnare la realizzazione del piano industriale Italia, sottoscritto al Mise nel giugno del 2018. Il primo punto – spiega Federico – è dedicato alle relazioni sindacali, all’informazione, alla partecipazione e alla responsabilità sociale d’impresa, per le quali chiediamo un ruolo ancora maggiore dei lavoratori. Sulla sicurezza la nostra proposta è di rafforzare quanto già previsto dal decreto legislativo 81/08, attraverso momenti di confronto e azioni di verifica sulla valutazione dello stress lavoro-correlato. Molto importante anche quanto contemplato dall’articolo 3: il riconoscimento ai lavoratori atipici di tutti gli aspetti salariali ed economici riservati ai lavoratori a tempo indeterminato. Chiediamo inoltre un pieno coinvolgimento degli Rsu/Rsa sia per l’elaborazione di piani di formazione da parte dell’azienda, che per la definizione degli orari di lavoro, per quanto riguarda turni, flessibilità e conciliazione delle diverse esigenze.

“Molto significativa – prosegue il sindacalista della Filca – la proposta di far certificare la formazione agli Enti Paritetici, a conferma dell’importanza del sistema bilaterale anche nel settore del legno, così come avviene in edilizia. Con l’articolo 6, inoltre, chiediamo all’azienda la definizione di un modello di classificazione del personale. Molto corposa la nostra proposta per quanto riguarda le pari opportunità, la conciliazione e il sostegno alla genitorialità, che prevede, tra le altre cose, l’effettiva parità tra uomini e donne, agevolazioni per part-time e congedi a favore di genitori con figli fino a 8 anni, l’istituzione della banca ore a sostegno della maternità e l’attivazione di convenzioni con gli asili nido del territorio. Proponiamo inoltre la definizione di un codice di condotta contro le molestie sessuali e la violenza nel luogo di lavoro. Un’altra proposta che avanziamo è la costituzione di un coordinamento con i lavoratori impiegati negli stabilimenti in Romania, in una logica di collaborazione e solidarietà che superi ogni contrapposizione o rivalità. Grande attenzione è dedicata al welfare: chiediamo il potenziamento delle misure e la diffusione di interventi solidali e inclusivi, partendo dall’analisi dei bisogni reali dei lavoratori. Infine il premio di risultato: oltre agli indicatori ‘classici’, dovrà contenere anche elementi misurabili sugli incrementi produttivi, vale a dire il fattore lavoro, e la qualità, come il recupero dei pezzi di scarto, un bell’esempio di economia circolare”.

“Insomma – sottolinea Federico – dopo anni si torna a parlare di II livello in questa importante realtà del Mezzogiorno. Farlo in questo momento storico di grandi difficoltà economiche, e con numeri sull’occupazione ancora preoccupanti, dà ancora più valore al nostro documento e all’accordo che si raggiungerà. Il confronto non sarà facile, questo è indubbio. Ma è un traguardo che i lavoratori meritano, per quello che hanno investito nell’azienda in termini di rinunce e per l’altissimo livello di professionalità”, conclude il segretario nazionale della Filca.