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NATUZZI, FIRMATO ACCORDO STORICO PER IL GRUPPO DI SANTERAMO IN COLLE

NATUZZI, FIRMATO ACCORDO STORICO PER IL GRUPPO DI SANTERAMO IN COLLE

L'intesa raggiunta al Mise scongiura i 1.726 esuberi annunciati e prevede il rientro dalla Romania di una linea di produzione, che sarà realizzata da una newco

Accordo Natuzzi2
Un momento dell’incontro al Mise

Creazione di newco grazie al rientro in Italia di produzioni precedentemente delocalizzate in Romania; realizzazione di componenti d’arredamento e creazione di nuove attività imprenditoriali; rientro in azienda per 220 addetti e mobilità volontaria incentivata per 600 lavoratori, dei 1.726 annunciati a luglio. Sono questi i punti salienti dell’accordo sulla Natuzzi, sottoscritto oggi a Roma presso il ministero dello Sviluppo economico. Una vertenza delicata, quella del Gruppo di Santeramo in Colle, conclusasi con un lieto fine che limita al minimo i danni e offre nuove opportunità per l’area interessata, a cavallo tra le province di Bari, Taranto e Matera.
In particolare l’accordo prevede che dagli iniziali 1.726 esuberi si passi a 600, per i quali è prevista la mobilità volontaria e con incentivi tra i 20mila ed i 35mila euro. Poi ci sarà la creazione di due newco: una realizzerà una linea di divani attualmente prodotta in Romania (500 dipendenti nel 2014 che cresceranno fino a 700 nel 2018), l’altra componentistica d’arredo (150 addetti). La creazione di nuove attività, favorita anche dalle risorse (101 milioni di euro) stanziate dall’Accordo di programma sottoscritto a febbraio, permetterà il reimpiego di circa 150 lavoratori. Infine Natuzzi ha deciso di richiamare in azienda 220 dipendenti.

“Si tratta di un accordo per certi versi storico”, dichiara Domenico Pesenti, segretario generale della Filca-Cisl. “Non solo salva la gran parte dei lavoratori dichiarati in esubero, ma prevede la costituzione di newco, che sono la dimostrazione del grandissimo senso di responsabilità dei lavoratori e della loro decisa volontà di non arrendersi, di continuare a lottare per il lavoro. E poi si realizza una sorta di delocalizzazione al contrario, dalla Romania. Una vera novità che rappresenta l’elemento caratterizzante dell’accordo e che apre una serie di scenari interessanti per l’economia italiana, alle prese con il trasferimento della produzione all’estero spesso sfrenato e frettoloso, giustificato solo da esigenze di cassa ma destinato con il tempo a rivelarsi non conveniente, se non addirittura svantaggioso”. Per il segretario generale della Filca “la vertenza Natuzzi è il frutto della forte concertazione tra tutti i soggetti interessati, azienda, sindacato, ministeri e governi locali. Lo stato di crisi – conclude Pesenti – ha addirittura rappresentato lo stimolo che ha permesso di trovare nuovi strumenti e soluzioni innovative per tentare di risalire la china”.

Per il segretario nazionale della Filca, Paolo Acciai, “la creazione di newco permetterà un riassorbimento delle maestranze evidenziando così che è possibile creare nuove opportunità di lavoro senza pregiudizi di metalmeccanica memoria. Il lavoro difficile – ammette – viene adesso: quello che abbiamo pattuito dovrà essere reso concreto, e  nelle scadenze temporali che ci siamo dati non sarà permesso di poter effettuare alcun rimando per rispetto delle persone interessate che aspettano una giusta ricollocazione lavorativa. Un impegno che dovrà essere messo in campo e costantemente monitorato dai sindacati, dalle locali associazioni confindustriali, dalle regioni Puglia e Basilicata, del Ministero dello Sviluppo Economico, dal Gruppo Natuzzi”.