MARMOMAC, FEDERICO: “SETTORE LAPIDEO, CONTRATTAZIONE 4.0 PER TUTELARE GLI ADDETTI”

Vanni Petrelli 2 ottobre 2017
MARMOMAC, FEDERICO: “SETTORE LAPIDEO, CONTRATTAZIONE 4.0 PER TUTELARE GLI ADDETTI”

“Anche quest’anno Marmomac, la rassegna mondiale di riferimento del prodotto lapideo, è stata un’occasione importante per sottolineare la forza del settore nel panorama economico nazionale. I numeri, però, non devono distrarci dalle persone, dai lavoratori, che grazie al loro impegno ed alla loro professionalità contribuiscono al prestigio del made in Italy di questo comparto nel mondo”. Lo ha dichiarato Salvatore Federico, segretario nazionale della Filca-Cisl,  commentando la 52esima edizione della Fiera, che si è chiusa nei giorni scorsi a Verona.

“A Marmomac – ha detto – ho potuto constatare con i miei occhi il grande fermento nel settore, con le nuove tecnologie e le ultime applicazioni legate ad impresa 4.0. Questo nuovo modo di fare impresa, però, non può prescindere da una ‘contrattazione 4.0’, da una nuova organizzazione del lavoro. Sul fronte della contrattazione ci troviamo di fronte ad una controparte moderna e responsabile, come dimostra quanto previsto dai contratti nazionali di settore. Ma lo spirito dell’impresa 4.0 deve necessariamente investire anche la contrattazione di secondo livello, che sull’onda di quanto di buono fatto a livello nazionale deve curare in particolare il welfare, l’aspetto salariale, il benessere organizzativo, la conciliazione dei tempi casa-lavoro, l’ambiente, la sicurezza. Su quest’ultimo tema ritengo sia necessaria una formazione continua e seria per tutti gli addetti – spiega il segretario nazionale della Filca – oltre che di macchinari sempre più attenti alla incolumità degli operatori e al loro sforzo fisico. Il lavoro

 nelle cave e nelle marmerie è pesante e rischioso, e noi abbiamo il dovere di introdurre tutte le misure possibili per eliminare ogni fattore di rischio per i lavoratori. Lo sanno bene i nostri dirigenti sindacali, che combattono quotidianamente su tutto il territorio per la sicurezza degli addetti, e anche per prevenire il fenomeno delle malattie professionali, purtroppo sempre più diffuso”.

“Un settore che è al secondo posto per export, è sesto al mondo per produzione, conta oltre 3.200 aziende e 33.800 addetti e ha raggiunto nel 2016 una produzione di 3,9 miliardi di euro, ha il dovere di attivarsi con ogni mezzo per tutelare i lavoratori e dare dignità alle persone che fanno grande questa eccellenza italiana nel mondo. La concorrenza dei mercati internazionali si fa motivando e premiando i lavoratori, non certo con il basso costo, come fanno alcuni imprenditori. Il futuro dell’impresa 4.0 anche nel settore lapideo passa dall’aumento della produttività, che si ottiene con macchinari moderni e all’avanguardia, senza farla pagare ai lavoratori, che anzi avrebbero benefici da questo cambio di rotta”, ha concluso Federico.