EDILIZIA, LE 7 PROPOSTE DELLA FILCA PER IL RILANCIO DEL SETTORE

Filca nazionale 18 Ottobre 2017

Intervento di Franco Turri (segretario generale Filca-Cisl nazionale) sul Sole 24 Ore di mercoledì 18 ottobre 2017.

L’ottimismo generato dai dati Istat purtroppo non riguarda le costruzioni: nel 2017 gli occupati del settore diminuiscono ancora (-5,5% rispetto al 2016), con una perdita dall’inizio della crisi di ben 800 mila addetti, ed il valore aggiunto del settore è in controtendenza rispetto agli altri (-0,4%). L’edilizia, insomma, resta la cenerentola nel panorama economico nazionale, e questo nonostante le misure messe in campo dal Governo siano valide ed efficaci, almeno sulla carta.
Di seguito 7 proposte in grado di rimettere in moto il settore ed il suo vasto indotto.

1) Incentivi – I diversi bonus funzionano, ma hanno un potenziale molto più elevato. Bisognerebbe renderli strutturati e più convenienti per chi li utilizza, riducendo il tempo per il rimborso o dando la possibilità ai cittadini di utilizzare subito il proprio credito, attraverso le banche o l’impresa che ha realizzato i lavori. Mettere in sicurezza edifici e territorio è certamente la “grande opera” più urgente ed importante per il Paese.  
2) Infrastrutture – Il gap dell’Italia con l’Europa, e del sud del nostro Paese rispetto al nord, resta inaccettabile. È necessario far ripartire i cantieri fermi e mettere nero su bianco un progetto per ripensare la dotazione infrastrutturale nazionale.         
3) Enti locali – Bisogna dotare gli Enti di personale qualificato e competente, in grado di utilizzare le innumerevoli opportunità di spesa. È inoltre necessario ridurre drasticamente le stazioni appaltanti.
4) Abusivismo – Non esiste abusivismo di necessità! Il governo dia un segnale forte: bisogna abbattere le costruzioni abusive, senza eccezioni. Sarebbe una grande lezione di legalità e giustizia sociale.
5) Regolarità e legalità – Le costruzioni restano uno dei settori in cui è più alta la presenza di infiltrazioni malavitose, c’è più pericolo per gli addetti (il 20% degli incidenti mortali sul lavoro avviene nei cantieri) e si registra la maggiore inosservanza di contratti e normative. Le nostre proposte: introduzione della Patente a punti, un sistema premiale per le imprese virtuose; maggiori controlli nei cantieri, per garantire il rispetto del contratto e l’applicazione del solo contratto dell’edilizia; ruolo maggiore affidato alla bilateralità ed agli Rlst, i rappresentanti per la sicurezza.    
6) Pensioni – È necessario introdurre norme per consentire ad un numero maggiore di edili di andare in pensione prima, avviando così un salutare turn-over nel settore. Si consideri che il 33% delle vittime nei cantieri ha più di 55 anni, e oltre il 22% è ultra 60enne.   
7) Contratto – Gli addetti del settore, un milione e mezzo, aspettano da più di un anno il rinnovo dei contratti. Le nostre controparti, a partire dall’Ance, riprendano quanto prima il confronto con i sindacati e si impegnino con senso di responsabilità alla stesura dei nuovi testi contrattuali. In questi giorni sono in corso assemblee in tutti i luoghi di lavoro: se entro novembre non saranno rinnovati i contratti ci sarà la mobilitazione del settore.

È arrivato davvero il momento di un impegno serio e fattivo da parte di tutti i soggetti per il rilancio delle costruzioni. Trascurare un settore che rappresenta ancora l’11% del Pil nazionale è semplicemente sbagliato ed irresponsabile.