CONTRATTO LEGNO ARREDO, E’ RIPRESA LA TRATTATIVA PER IL RINNOVO

Ufficio stampa Filca nazionale 9 Luglio 2020
CONTRATTO LEGNO ARREDO, E’ RIPRESA LA TRATTATIVA PER IL RINNOVO

È ripreso nei giorni scorsi, con un incontro in videoconferenza, il confronto tra i sindacati di categoria FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil e Federlegno per il rinnovo del contratto legno-arredo industria. Il contratto, scaduto il 31 marzo del 2019, interessa circa 150 mila lavoratori. “Il fatto che la trattativa sia in corso è di per sé una buona notizia – dichiara il segretario nazionale Filca Salvatore Federico – visto che alla fine di febbraio abbiamo proclamato una giornata di sciopero per l’atteggiamento irresponsabile della nostra controparte. Bisogna arrivare quanto prima alla firma – prosegue Federico – perché sarebbe un bel segnale di speranza in questo momento difficile, in cui sono ancora evidenti i segni lasciati dal lockdown. Dare un contratto ai 150 mila addetti – spiega il segretario nazionale della Filca – vorrebbe dire porre le basi per una ripresa del settore, con benefici per le aziende, per i lavoratori e per l’intera economia nazionale. Noi continuiamo a sostenere che il nuovo contratto dovrà contenere un rafforzamento delle tutele, un modello di impresa basato sulla qualità del lavoro, sugli investimenti, sulla professionalità, sul benessere organizzativo, sul ruolo della bilateralità, sulla gestione partecipata dell’organizzazione del lavoro. Mi appello al buonsenso di Federlegno – aggiunge Federico – per chiudere quanto prima questa lunga e complessa trattativa per poi avviare, a livello aziendale, confronti in termini partecipativi, in un settore fortemente danneggiato dagli effetti della pandemia. Vogliamo contribuire a creare un nuovo modello di azienda, attraverso un patto che rilanci il settore e le sue opportunità partendo dagli indirizzi dell’Agenda 2030: il marchio del settore legno italiano deve essere garanzia di sostenibilità attraverso una rilettura dell’intero ciclo produttivo con attenzione ai materiali, ai consumi, agli sprechi, fino al riciclo della materia prima; ma anche con una nuova attenzione al benessere organizzativo, in modo che il lavoratore possa essere messo nelle condizioni di crescere come risorsa riattivata e protagonista. Vogliamo inoltre interrogare la politica sui vantaggi di una filiera, integrata con l’ambiente, capace di creare opportunità occupazionali, a partire dalla creatività e manualità tutta italiana, con il potenziamento anche della formazione per il settore”, ha concluso Federico.