CCNL LEGNO/LAPIDEI ARTIGIANATO, ATTIVO REGIONALE IN LOMBARDIA

Filca nazionale 23 Aprile 2014

Si è svolto nei giorni scorsi, presso la Camera del Lavoro di Bergamo, l’attivo delle RSU e dei funzionari sindacali di Feneal Filca e Fillea della Regione Lombardia per illustrare i contenuti dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL delle imprese artigiane del comparto Legno e Lapideo. Il contratto regola i rapporti di lavoro di circa 100.000 addetti nelle circa 50.000 imprese attive nei due comparti. In Lombardia riguarda circa 17.000 addetti dipendenti da circa 7.000 imprese.

L’ipotesi di accordo, avvenuta dopo 15 mesi dalla scadenza del precedente CCNL, diversi incontri e una “lunga rottura” (dall’Aprile 2013 al gennaio 2014) per le rigidità inserite dalle associazioni degli artigiani; rinnova il CCNL con decorrenza 1 Gennaio 2013 e scadenza 31 Dicembre 2015. A metà della vigenza contrattuale, cioè dal 1 Luglio 2014, è possibile esercitare la contrattazione di II livello.

Il tema di maggior scontro durante la trattativa è stato quello del mercato del lavoro. In estrema sintesi: per quanto riguarda il ricorso ai lavoratori a tempo determinato si è convenuto che essi possono durare fino a 36 mesi e che da 0 a 5 dipendenti possono essere assunti massimo 2 contratti, da 6 dipendenti a 18 possono essere assunti 1 ogni due dipendenti (norme rimaste uguali al precedente CCNL), mentre da 19 dipendenti in poi non possono essere assunti con contratto a tempo determinato più del 25% dei dipendenti a tempo indeterminato. Nuova norma questa che riduce la precarietà sociale nei luoghi di lavoro.

Per quanto riguarda l’apprendistato nelle imprese artigiane la durata massima è di 5 anni, mentre nelle piccole medie imprese è di 3 anni; il libretto formativo individuale del lavoratore è riportato nel testo contrattuale (anche se la legge lo ha cassato) e si è regolato l’apprendistato per i cicli stagionali.

L’aumento salariale per il comparto dei Lapidei è di 79 € al mese al 5 Livello con le seguenti decorrenze: 34 € dal 1 Aprile 2014, 25 € dal 1 gennaio 2015 e 20 € dal 1 Giugno 2015. Per il comparto del legno l’aumento è di 75 € al mese al livello D con le seguenti decorrenze: 30 € dal 1 Aprile 2014, 25 € dal 1 gennaio 2015 e 20 € dal 1 Giugno 2015. Tutti gli aumenti salariali sono esigibili alle date stabilite e sono universali per i lavoratori.

Gli interventi hanno evidenziato quali diversità, complessità e specificità il CCNL deve normare. Dai rapporti di lavoro delle cave della Valtellina, dell’alta Val Brembana e del distretto del Botticino ai rapporti di lavoro delle falegnamerie nell’importante distretto del mobile in Brianza, fino alle lavorazioni degli strumenti musicali di Cremona, nelle imprese del Mantovano e del Pavese. I lavori sono stati conclusi a nome di Feneal Filca e Fillea dal Segretario Nazionale Filca-Cisl Paolo Acciai.

Le assemblee, già iniziate nei luoghi di lavoro, dovranno concludersi entro il 16 maggio con la consultazione delle Lavoratrici e dei Lavoratori sui contenuti dell’intesa. L’ipotesi di accordo dimostra come sia possibile rinnovare i CCNL anche nei periodi come quello attuale, smentendo coloro che sostengono che la contrattazione collettiva sia antitetica alla crisi.

L’attivo ha espresso un giudizio globalmente positivo sui contenuti dell’intesa sia per il merito definito che è universale per tutti i lavoratori sul territorio nazionale, sia per averlo ottenuto nel contesto attuale in cui gli effetti della crisi incidono sulle retribuzioni dei Lavoratori, sia per aver respinto le richieste inaccettabili delle associazioni degli artigiani che tendevano a destrutturare il Contratto.

In merito all’approvazione del rinnovo del CCNL del settore Legno e Lapidei, Marco Boveri, segretario regionale della Filca Cisl lombarda, sottolinea: “Finalmente un passo avanti per il settore, capace di far avanzare le tutele sindacali in due direzioni contemporaneamente: la tutela collettiva quale strumento di protagonismo politico del ruolo del sindacato da un lato, la conferma della bilateralità come indispensabile punto di partenza per ogni innovazione urgente nel campo della responsabilità sociale. Adesso serve usare questa posizione positiva, seppur in un contesto di crisi così grave, per proporre una sempre maggiore contrattazione di prossimità agganciata al CCNL che sviluppi strumenti utili all’efficentamento energetico e al recupero del valore delle energie utili per la competività”.