AVELLINO, SINDACATI E ISTITUZIONI AL LAVORO PER SALVARE L’AZIENDA ILAS

Dino Frambati 13 Novembre 2012
AVELLINO, SINDACATI E ISTITUZIONI AL LAVORO PER SALVARE L’AZIENDA ILAS

Di seguito una nota di Mennato Magnolia, segretario generale della Filca-Cisl Avellino.

Dopo l’incontro del 9 novembre scorso in Prefettura ad Avellino appare più chiaro e più preciso il quadro di quelle che sono le strategie aziendali in futuro per l’azienda Ilas Alveolater di San Martino. E questo grazie alla mobilitazione dei lavoratori in lotta per la difesa del posto di lavoro, all’impegno dei sindacati e delle istituzioni, alla corresponsione degli stipendi arretrati dei mesi di luglio e agosto con il sit-in in località Tre Ponti,  alla solidarietà  realizzata intorno alle loro ragioni, a partire dall’amministrazione comunale.

Inoltre l’impegno a presentare entro la metà di dicembre, a seguito di verifiche tecniche, il concordato preventivo non più per tutto il gruppo come comunicatoci a luglio, legato alla finanziaria internazionale Fantini –Scianatico, ma per singole aziende, essendo esse società di capitali slegate ed ognuna  con la propria autonomia, insieme alla richiesta all’amministrazione comunale di impegno allo sblocco della cava in S. Martino, ha aperto nuove speranze di continuare l’attività dello stabilimento ovviamente se la richiesta di concordato viene accolta.  Nessun impegno a riguardo delle retribuzioni, se non una vaga promessa ad incasso delle vendite di argilla alla Cementir di Maddaloni, che tra l’altro pagherebbe a 180 giorni.

Sono queste incertezze che non hanno soddisfatto i lavoratori, ma anche le organizzazioni sindacali, che insieme hanno scelto di continuare la mobilitazione e, nel contempo, di intraprendere anche azioni legali per recuperare le retribuzioni non erogate. Infatti giovedì pomeriggio prossimo è previsto un appuntamento con i legali e con tutti i lavoratori presso il Comune di San Martino, per iniziare la procedura per l’ottenimento dei decreti ingiuntivi da parte del magistrato competente.

A riguardo delle prospettive future, qualora il concordato preventivo non dovesse essere accettato, allora occorrerà mobilitarsi ulteriormente ed in maniera forte, e qui nel caso, va ripresa la proposta del Segretario Generale della Cisl Irpina, Mario Melchionna, enunciata nell’assemblea aperta dell’8 novembre scorso, condivisa anche dal Sindaco e dall’amministrazione comunale e da tutti i presenti, compreso il parroco Don Giuseppe, di aprire un tavolo specifico, coinvolgendo più livelli istituzionali e portando la vertenza al tavolo della Regione Campania, del Presidente Caldoro ed anche del Ministero dello Sviluppo Economico, per verificare  nuove possibilità di continuazione dell’attività produttiva, anche attraverso altri imprenditori. L’obiettivo è quello che a tutti i costi va salvaguardata l’attività produttiva e l’occupazione dei 38 lavoratori.