ASI E TAV A FROSINONE, PER LA FILCA OTTIMA OCCASIONE PER IL RILANCIO DEL SETTORE EDILE

Ufficio stampa Filca nazionale 27 Aprile 2020

Nonostante la difficile situazione che stiamo attraversando in questo periodo di emergenza sanitaria, con tutte le preoccupazioni dal punto di vista economico e sociale, finalmente qualche buona notizia per rilanciare il settore delle costruzioni arriva dalla Regione Lazio con la deliberazione concernente la convenzione tra la Regione Lazio, azienda strade Lazio – Astral  e il Consorzio per lo sviluppo industriale di Frosinone. “Sono 16 opere infrastrutturali che riguardano i quattro agglomerati industriali che fanno riferimento al Consorzio ASI di Frosinone – spiega Attilio Vallocchia, segretario generale Filca-Cisl Frosinone – interventi necessari per la manutenzione ordinaria, straordinaria e il completamento dell’asse attrezzato di Anagni e Frosinone fondamentali per ammodernare e rendere competitivo il tessuto industriale locale e per ridare nuova linfa all’edilizia già drammaticamente colpita negli anni precedenti. In questi giorni infatti dobbiamo registrare il dato preoccupante della cassa integrazione che vede coinvolti il 70% dei lavoratori edili”. L’altra notizia positiva che diventa realtà è la Tav in provincia di Frosinone, un progetto da 18 miliardi che aspettavamo da anni. “L’alta velocità in Provincia di Frosinone – dichiara il segretario generale della Filca-Cisl Lazio, Fabio Turco – rappresenta una grande occasione per il rilancio economico e sociale per l’intero territorio, così come giudichiamo positiva la delibera di convenzione tra la Regione Lazio e l’Astral p.a., in merito alla realizzazione di opere infrastrutturali, sempre nel territorio della provincia di Frosinone, per un importo che supera i 12 milioni di euro che rappresenta un segnale importante per il settore delle costruzioni e la sua filiera. Ora servono tempi certi per la realizzazione delle opere, la “variabile tempo” è una delle sfide più importanti della nuova rinascita. Non possiamo più aspettare 15 anni per la realizzazione di un’opera medio grande, dove circa la metà degli anni si perde in burocrazia, condizionando l’efficienza dell’intero sistema infrastrutturale. Immettere denaro e rilanciare gli investimenti, saranno le prossime parole  d’ordine, ma questo avverrà se troviamo nuove misure che rendano l’iter molto più veloce. Il Ponte Morandi non deve diventare l’eccezione italiana, ma una costante di questo paese”.