ALLARME IMMIGRATI: NEL 2012 I DISOCCUPATI ERANO 385MILA

Filca nazionale 15 Luglio 2013

Stranieri Cisl

Nel 2012 in Italia hanno un lavoro circa 2 milioni e 334 mila stranieri. Lo rileva il Rapporto sul mercato del lavoro degli immigrati, curato dalla direzione generale dell’Immigrazione e delle politiche d’integrazione del ministero del Lavoro. Rispetto all’anno precedente si è registrata una crescita dell’occupazione straniera di circa 82 mila persone, a fronte di una diminuzione di 151 mila occupati italiani. Se si guada ancora più indietro l’aumento dell’occupazione straniera diventa molto più forte, basti pensare che i lavoratori stranieri occupati nel 2008 erano 1,75 milioni. “Ma nonostante la crescita in valore assoluto dell’occupazione straniera e, parallelamente, la diminuzione della componente italiana di circa un milione di unità, diversi indicatori – spiega il Rapporto – convergono nel segnalare come la crisi abbia colpito in misura relativamente più accentuata proprio la componente immigrata”.

Nel 2012 i cittadini stranieri disoccupati sono 385mila. Rispetto al 2011 il numero è aumentato del 19,2% per la componente Ue e del 25,4% per quella extra Ue. In valore assoluto, sottolinea, il fenomeno, “nella lunga fase di crisi, assume caratteri decisamente allarmanti”.

“Considerando, infatti, l’ultimo triennio dal 2010 al 2012, il numero delle persone in cerca di lavoro di cittadinanza Ue è cresciuto di oltre 35 mila unità, mentre tra le forze di lavoro di cittadinanza extra Ue l’aumento è superiore alle 72 mila persone”, si spiega nel Rapporto. La crisi si fa sentire sull’occupazione straniera anche in termini salariali.

“La retribuzione netta mensile, per gli stranieri, è, in media, più bassa e si attesta, nel 2012, a 968 euro contro i 1.304 euro dei lavoratori italiani (-336 euro)”. La crisi ha avuto un impatto anche sulla qualità dell’impiego. La crescita della domanda sembra condizionata e circoscritta a mansioni sempre più povere e comunque concentrata su poche professioni (nel 2012 le assistenti domiciliari e le collaboratrici domestiche rappresentano più della metà delle occupate straniere)».

Inoltre, la stima dei flussi di manodopera per il 2013 indica in oltre 10 milioni il volume complessivo delle attivazioni di rapporti di lavoro. I contratti relativi ai lavoratori stranieri dovrebbero essere quasi tre milioni: di questi 800 mila dovrebbero riferirsi a lavoratori di nazionalità Ue. Guardando a previsioni di più lungo termine, si stima che, dopo il calo del 2013 la domanda di lavoro dovrebbe crescere, con un aumento del 4,7% tra il 2013 e il 2023, producendo così circa 1 milione e 65 mila nuovi posti di lavoro potenziali.

Il rapporto, infine, evidenzia come gli effetti della crisi abbiano avuto un diverso impatto sulle comunità presenti in Italia. “La diminuzione degli occupati nell’industria manifatturiera finalizza, ad esempio, di più le comunità marocchina ed albanese maggiormente occupate nel comparto”. Lo studio inoltre sottolinea come gli effetti sulle comunità extracomunitarie siano maggiori. In particolare, viene fatto presente, la perdita del posto di lavoro per un capofamiglia extracomunitario, soprattutto in alcune comunità, può significare una forte destabilizzazione del nucleo familiare.