COSTRUZIONI, I SINDACATI CHIEDONO INTERVENTI SU LAVORO, CONTRATTI E PENSIONI

Filca nazionale 5 Aprile 2016

Assemblea costruzioniLavoro, contratti, pensioni: sono i tre pilastri sui quali poggia la “vertenza costruzioni” lanciata dai sindacati di categoria FenealUil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil. Oggi, con lo slogan “Uniti per il futuro”, i tre sindacati hanno riunito a Roma oltre 600 tra delegati e operatori del sindacato per chiedere il rilancio delle costruzioni, alle prese con una crisi senza precedenti costata 800mila posti di lavoro.

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“La ripresa nel settore è ancora debole”, ha detto il segretario generale Annamaria Furlan intervenuta ai lavori insieme ai numeri uno di Cgil, Camusso, e Uil Barbagallo. “Eppure tutti sanno – ha proseguito – che  il settore è un traino per il Paese, e se ripartono le piccole e medie opere allora riparte l’economia nazionale. Se riparte l’edilizia riparte tutto – ha aggiunto Furlan – perché c’è un vastissimo indotto che si mette in moto, e perché non è con l’attivismo delle leggi che si regola il mercato del lavoro e cresce l’occupazione. I posti di lavoro – ha dichiarato ancora il segretario generale della Cisl – si creano se ripartono la ripresa e lo sviluppo”.

20160405_104333A questo proposito le tre sigle di categoria hanno individuato 25 opere prioritarie per il Paese, da avviare o far ripartire attraverso singole vertenze su scala regionale. Tra queste anche opere ferroviarie come il Brennero, il Terzo Valico, la Milano-Brescia-Verona e la Napoli-Bari, stradali come la Salerno-Reggio Calabria e il Quadrilatero Marche-Umbria, ed opere metropolitane, come la Metro C di Roma, la Circumetnea e la Tranvia di Firenze. Ma le proposte dei sindacati sono tante e spaziano dal mercato del lavoro alla contrattazione, dalla pensione alla sicurezza sul lavoro: “Siamo impegnati quotidianamente per rafforzare la qualità del lavoro contrastando il falso lavoro autonomo ed escludendo i voucher nell’edilizia”, ha detto nel corso del suo intervento il segretario generale della Filca, Franco Turri. “Chiediamo inoltre di ripristinare il Durc nella sua originaria formulazione e di potenziare i controlli e le sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro”.

LE RICHIESTE DEI SINDACATI SU LAVORO, CONTRATTI E PENSIONI

Per quanto riguarda i contratti, dopo il rinnovo del cemento e quello dei giorni scorsi del settore laterizi e manufatti, si sta ultimando la piattaforma dell’edilizia: “La nostra richiesta – spiega Turri – è di 20160405_113754istituire un unico tavolo di contrattazione che possa armonizzare e semplificare i diversi contratti, con l’obiettivo di garantire ai lavoratori uguale dignità delle prestazioni contrattuali, di valorizzare i contratti integrativi puntando ad un contratto di secondo livello regionale, di estendere il perimetro dei diritti anche ai lavoratori autonomi e di assumere il contratto di cantiere come strumento di contrattazione inclusivo, per omogeneizzare le tutele e le contribuzioni di tutti gli addetti che operano nei cantieri in materia di sicurezza e formazione e indipendentemente dal tipo di contratto applicato”.

Infine, ma non da ultimo, uno degli argomenti più controversi, le pensioni. “Lo abbiamo detto sabato 20160405_124326scorso nel corso della grande mobilitazione nazionale – ha ricordato la Furlan – e continueremo a ripeterlo: la legge Fornero è sbagliata e va cambiata, non è pensabile che un lavoratore edile stia fino a 67 anni su una gru o su una impalcatura. Bisogna ripristinare la flessibilità in uscita per lasciare i posti di lavoro ai giovani”. In particolare i sindacati delle costruzioni chiedono di aprire un tavolo con Governo e Inps sul tema dell’uscita ‘flessibile a 62anni’ indipendente dai contributi e senza penalizzazioni. “Bisogna usare il contratto dell’edilizia per agevolare il raggiungimento della pensione – ha dichiarato il segretario generale della Filca – anche rivisitando a questo fine il Fondo dello 0,10% previsto dal contratto stesso. Inoltre bisogna valorizzare la previdenza integrativa con forme di adesione contrattuale, come quelle previste nel contratto edile, e prevedere un ‘bonus’ contributivo in relazione alla diversità dei lavori. Una sorta di navetta che accompagni il lavoratore fino alla pensione”, ha concluso Turri.

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Volantino Assemblea 5 aprile 2016

 

Al via domani dal Teatro Ambra Jovinelli di Roma la “vertenza costruzioni”, che vedrà nei prossimi mesi FenealUil Filca-Cisl Fillea-Cgil impegnati nei territori e a livello nazionale sui tre temi “sensibili” per oltre 1 milione di lavoratrici e lavoratori dell’edilizia e di tutti i comparti collegati: lavoro, pensioni, contratto.
Con lo slogan “UnitiXilFuturo” i segretari generali delle categorie, Panzarella, Turri Schiavella, ed i segretari generali Cgil Cisl Uil, Camusso Furlan Barbagallo, presenteranno le richieste e le iniziative unitarie del sindacato, davanti ad una platea di lavoratori provenienti da tutta Italia per l’Assemblea nazionale dei lavoratori e delle lavoratrici delle costruzioni, con inizio alle ore 9.30.
Prima di tutto il lavoro e gli investimenti per far ripartire il settore: per questo i sindacati chiederanno l’avvio di 25 opere prioritarie, su cui nelle prossime settimane saranno costruite singole vertenze su scala regionale con l’obiettivo di ottenere l’immediata apertura o la prosecuzione dei cantieri, in piena trasparenza, sicurezza, legalità. Dai sindacati inoltre la richiesta di rafforzare la qualità del lavoro – che la crisi ha reso sempre più frammentato e irregolare – contrastando il falso lavoro autonomo ed escludendo i voucher nell’edilizia, ripristinando il DURC nella sua originaria formulazione ed introducendo norme specifiche per la qualificazione di impresa ai fini dell’accesso al mercato privato, potenziando i controlli e le sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro.
E poi le pensioni, con la richiesta di aprire un tavolo con Governo e Inps sul tema dell’uscita flessibile a 62 anni indipendente dai contributi e senza penalizzazioni, per un settore particolarmente penalizzato dalla legge Fornero, in particolare quello degli edili, su cui pesa enormemente l’usura fisica… perché i lavori non sono tutti uguali, così come non è la stessa l’aspettativa di vita.
Infine, i sindacati rilanceranno la centralità della contrattazione e dell’azione unitaria, per avviare una stagione caratterizzata da un nuovo modello di relazioni industriali capace di restituire al mondo del lavoro e al sindacalismo la sua vocazione naturale di forza propulsiva dello sviluppo economico e sociale del paese.
Dopo i positivi rinnovi del Contratti nazionali del Cemento e dei Laterizi e l’avvio dei tavoli dei Lapidei e del Legno – Arredo, i sindacati sono al lavoro per la piattaforma dell’Edilizia: qui la richiesta di Feneal Filca Fillea è di istituire un tavolo unico di contrattazione che possa armonizzare e semplificare i diversi contratti, con l’obiettivo di garantire ai lavoratori uguale dignità delle prestazioni contrattuali, valorizzare i contratti integrativi e puntare ad un contratto di secondo livello regionale, estendere il perimetro dei diritti anche ai lavoratori autonomi e assumere il contratto di cantiere come strumento di contrattazione inclusivo, per omogeneizzare le tutele e le contribuzioni di tutti gli addetti che operano nei cantieri in materia di sicurezza e formazione e indipendentemente dal tipo di contratto applicato.

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Dopo la manifestazione del 18 luglio, lavoratrici e lavoratori delle costruzioni tornano a chiedere investimenti per il settore, lavoro sicuro e di qualità, con una grande assemblea nazionale unitaria che si terrà a Roma il prossimo 5 aprile presso il Teatro Ambra Jovinelli a partire dalle 9:30. L’iniziativa che sarà conclusa dai segretari confederali Camusso, Furlan, Barbagallo, sarà anche l’occasione per discutere dei rinnovi contrattuali alla luce della proposta unitaria di Cgil Cisl Uil sul nuovo sistema di relazioni industriali e per rilanciare la richiesta di riforma del sistema pensionistico sulla scia della mobilitazione nazionale in programma il 2 aprile.

“Unitixilfuturo è lo slogan che abbiamo scelto per rilanciare le nostre proposte unitarie – dichiarano i segretari generali FENEALUIL FILCA CISL FILLEA CGIL Vito Panzarella, Franco Turri, Walter Schiavella – perché il governo ci ascolti e torni ad investire in un settore strategico come quello delle costruzioni, in grado di rimettere in moto l’economia di tutto il Paese.” Per i sindacati i dati sono chiari ed ancora negativi “abbiamo perso 800mila posti di lavoro ed il settore con la crisi si è completamente modificato. Abuso dei voucher, esplosione delle false partite iva, fuga dal contratto edile sono solo alcuni dei fenomeni che, insieme alla crisi, hanno devastato il settore e a cui è necessario porre un freno.”
“In questi anni i lavoratori hanno assistito alla diminuzione delle proprie tutele con un risparmio eccessivo sulla sicurezza che ha coinciso con un aumento significativo degli incidenti mortali, in particolare tra i lavoratori ultrasessantenni. Anche per questo – proseguono Panzarella, Turri, Schiavella – saremo in piazza il 2 aprile, per chiedere il rispetto per fatica e lavori diversi con la riduzione dell’età pensionabile per gli edili perché i lavori non sono tutti uguali e a sessant’anni non si può lavorare su un’impalcatura.” “Il governo deve ascoltarci e darci risposte – concludono – il rilancio degli investimenti in edilizia, la sicurezza sul lavoro insieme con il contrasto a lavoro nero e precario, sono l’unica strada possibile verso la crescita e lo sviluppo di qualità.”