VERTENZA MAICO DI ORTE, NESSUN PASSO IN AVANTI

Ufficio stampa Filca nazionale 7 settembre 2017

Resta critica la situazione nell’azienda Maico di Orte (Viterbo), dopo l’ennesima fumata nera dal confronto in Prefettura. I lavoratori restano in stato di mobilitazione perché dal vertice non è arrivato nessun accordo sulla corresponsione delle mensilità arretrate, alle quali si aggiunge il mancato versamento da 3 anni delle quote al fondo complementare di categoria Arco.

Una situazione che per i sindacati di categoria è insostenibile: “Abbiamo rispedito al mittente le proposte dell’azienda, che erano semplicemente irricevibili”, hanno dichiarato i rappresentanti di FenealUil, Filca-Cisl, Fillea-Cgil. L’azienda Maico prefabbricati è una delle realtà più grandi del territorio viterbese; i problemi sono iniziati quando il gruppo Maico ha preso in affitto i capannoni e soprattutto l’attività commerciale della Edilgori, poi entrata in concordato preventivo nel 2014. Nel passaggio tra le due società circa la metà dei dipendenti è stata posta in mobilità, con la possibilità di un rientro nel caso in cui il mercato del precompresso avesse avuto segnali di ripresa”.

“Ad oggi – spiega Francesco Agostini, segretario generale della Filca-Cisl Lazio Nord Rieti-Viterbo – la nuova società ha richiamato una parte delle maestranze con contratti a tempo determinato, ma nel contempo ha fatto entrare all’interno dello stabilimento un’impresa esterna che procede con i propri dipendenti alcune tipologie di manufatti. I lavoratori della Maico non hanno mai percepito regolarmente il pagamento delle mensilità correnti, nonostante un accordo firmato un anno fa prevedesse la rateizzazione del debito. Tutti gli impegni presi nel corso dei numerosi incontri con la direzione aziendale sono stati puntualmente disattesi. Venuto meno il rapporto di fiducia – prosegue Agostini – è stato necessario proclamare lo stato di mobilitazione, iniziato con uno sciopero a “singhiozzo “ di 2 ore per ogni turno, dalla seconda metà del mese di giugno, per poi finire allo sciopero di 8 ore a partire dal 3 agosto. I recenti incontri del 24 e 28 agosto e del 5 settembre non hanno sortito alcun effetto, e la vertenza non fa purtroppo registrare progressi”, ha concluso il sindacalista della Filca.

C’è da dire che anche nel corso dello sciopero le maestranze non hanno intralciato in alcun modo le operazioni di carico dei manufatti realizzati, che avrebbe dato modo all’azienda di poter procedere alla riscossione e provvedere al pagamento degli stipendi. A peggiorare le cose è arrivata invece l’interruzione della corrente da parte dell’Enel, che vanta un cospicuo credito nei confronti dell’azienda, e la carenza di materie prime. Adesso si aspetta che l’azienda presenti la fideiussione per l’acquisizione della Edilgori, ma sul futuro di questa importante realtà del viterbese sembrano addensarsi solo nubi minacciose.