TRENTO, RAGGIUNTO UN ACCORDO ALL’INDUSTRIA ITALIANA PORFIDI

Ufficio stampa Filca nazionale 5 settembre 2017

Accordo raggiunto ad Albiano (Trento) tra i sindacati di settore Filca-Cisl e Fillea-Cgil e l’Industria Italiana Porfidi, per evitare il licenziamento di 9 dipendenti. Gli esuberi per ora sono scongiurati grazie alla riduzione di orario per i dipendenti, che lavoreranno 3 giorni su 5, per un totale di 24 ore settimanali. Contestualmente i sindacati hanno sospeso lo stato di agitazione, proclamato nelle scorse settimane per protestare contro l’annuncio di esuberi da parte dell’azienda. “Dobbiamo ringraziare gli operai – hanno detto i sindacati – che grazie al senso di responsabilità ed alla loro disponibilità hanno permesso di applicare questa consistente riduzione di orario e dunque di salario, pur di non intaccare i posti di lavoro”. Dopo gli incontri e i vertici che si sono susseguiti durante tutto il mese di agosto, l’attenzione di Filca e Fillea resta molto alta, anche perché il problema è risolto ma fino a novembre. I sindacati continuano a chiedere che il comune di Albiano definisca i livelli occupazionali minimi per la cava in questione (area estrattiva di Monte Gaggio), e che ci sia un’intesa sull’accorpamento o sull’aggregazione dei lotti, con la creazione di una sorta di consorzio tra Industria Italiana Porfidi e le aziende concessionarie dei lotti limitrofi. L’azienda, come spiegano i sindacati, ha una delle cave migliori della zona. Mettere a disposizione delle imprese vicine il proprio materiale potrebbe indurre le stesse ad assumere i dipendenti. Inoltre la costituzione di un consorzio permetterebbe uno sgravio del 20% sul canone di concessione e l’avvio di importanti collaborazioni ed economia di scala tra le varie aziende interessate. L’obiettivo, insomma, resta quello di garantire il mantenimento dei livelli occupazionali, dopo che negli ultimi anni la ditta, che ha fatto la storia del comparto del porfido, è passata da 50 agli attuali 14 dipendenti. Sul settore del porfido, inoltre, pende la spada di Damocle del mancato rinnovo del contratto, scaduto nel 2008, e che interessa circa 700 addetti, la metà di quelli al lavoro 9 anni fa. Il contratto è stato disdettato dai datori di lavoro alla fine del 2016, ma grazie ad una intensa e proficua trattativa sindacale è rimasto in vigore, anche se fino al 31 ottobre prossimo. Questi due mesi serviranno per trovare un accordo per una nuova formulazione ed un necessario aggiornamento su varie voci contrattuali, che tenga in debito conto le peculiarità delle nuove lavorazioni.