“RILEGNO”, UN’ESPERIENZA DI SISTEMA TRA AMBIENTE, BENESSERE ED ECONOMIA CIRCOLARE

Ufficio stampa Filca nazionale 28 Febbraio 2020

Il Centro Studi Cisl di Firenze ha ospitato la presentazione a livello europeo dell’esperienza di “Rilegno”. Si tratta di un progetto che ha nel riciclo e nell’economia circolare il proprio fulcro, e che ha visto un ruolo attivo da parte del sindacato. Un’esperienza di sistema e, soprattutto, concreta e tracciabile. Ai lavori è intervenuto anche il segretario nazionale della Filca-Cisl, Salvatore Federico: “Il progresso economico, così come concepito nell’Agenda 2030 dell’ONU e nella Laudato sì di Papa Francesco, non può essere separato da un percorso di affermazione della giustizia e del progresso sociale. L’idea di ecologia integrale è quella che meglio risponde alle esigenze del pianeta intese sia dal lato ambientale che dal lato della diminuzione delle disuguaglianze non solo di ricchezza ma anche della possibilità di accesso a welfare ed istruzione e quindi dei fattori capaci di consentire un’evoluzione sia personale che comunitaria e sociale”.

“C’è una stretta connessione – ha detto – che unisce povertà, istruzione, salute al mancato rispetto ambientale, l’insufficiente copertura dei bisogni essenziali non consente di agire nella consapevolezza delle ricadute delle proprie azioni sull’ambiente, la necessità di sopravvivenza prioritariamente conduce a sfruttare ogni opportunità che possa consentirla, questo anche a livello di inquinamento prodotto. La coscienza ambientale può maturare solamente nella condizione di emancipazione dalle necessità basilari, e tanto più tale emancipazione sarà compiuta, quanto più si potrà porre attenzione alla tipologia di cibo, al consumo energetico, alla lotta agli sprechi, non dimentichiamo che auto elettriche, elettrodomestici a basso consumo, isolamento delle abitazioni, impianto di fonti di energia alternativa comportano non solo una determinata soglia di reddito ma anche un livello di istruzione sufficiente alla comprensione del cambiamento climatico e delle sue conseguenze e quindi della scelta di cambiamento dello stile di vita”.

“La costruzione del benessere personale, famigliare e sociale – ha proseguito Federico – non è un atto individualistico ma un percorso per far evolvere il livello di consapevolezza sull’attuale contesto, di riportare l’attenzione alla prassi, alle manifestazioni del reale, piuttosto che alle diffuse narrazioni virtuali; un percorso per uscire dall’autoreferenzialità consumistica per approdare ad una concezione politica della convivenza. L’accrescimento del livello di consapevolezza conduce a meglio comprendere il rilievo del proprio ruolo nel contesto sociale e professionale e comporta quindi l’assunzione, o meno, della responsabilità che esso comporta e la conseguente volontà di partecipazione per la trasformazione del contesto abitato. La tutela dell’ambiente non può essere imposta dall’alto ma deve passare attraverso le scelte personali e famigliari per un consumo maggiormente consapevole e responsabile, la trasformazione non avverrà perché l’Europa assume il Green New Deal come chiave di sviluppo, ma perché una nuova cultura filtrerà dalle classi più alte a quelle più umili, sarà, da queste, riconosciuta come “bene comune” e come tale sarà dapprima scelta e poi adottata”.

“Il ruolo della contrattazione – ha sottolineato – si inserisce in questo snodo in cui, oltre alla copertura dei bisogni essenziali (salario e benessere), si vuole raggiungere un livello tale per cui la persona possa maturare una consapevolezza del contesto che conduca alla responsabilizzazione e alla partecipazione, questo sia nei confronti del proprio ruolo in azienda che nel proprio ruolo nella società e rispetto all’ambiente. Solo in questo modo la contrattazione diverrà un percorso sempre più condiviso e collettivo in cui gli obiettivi di miglioramento continuo e di premio per obiettivi possano costituire non solo un aumento della produttività, e quindi della ricchezza, ma anche un incremento del patrimonio immateriale costituito dal benessere sociale ed ambientale per una responsabilità sociale trasformante realmente assunta e partecipata dalla comunità aziendale”, ha concluso il segretario nazionale della Filca.