Previdenza complementare, una necessità in edilizia

Ufficio stampa Filca nazionale 1 Luglio 2003

“LA QUESTIONE della previdenza complementare rispetto a quella Inps riveste una funzione rilevante soprattutto per i lavoratori edili, che vivono, in media, frequenti cambi di azienda nel corso della loro vita lavorativa a causa della chiusura dei cantieri e dell’andamento ciclico del settore dell’edilizia”. E’ il commento del segretario generale degli edili Cisl dell’ Emilia Romagna , Ciro Donnarumma , a proposito del seminario Filca organizzato a Bologna sulla previdenza integrativa nel settore, considerando che “a livello nazionale sono interessati un milione e 84 mila lavoratori edili e 60 mila a livello emiliano romagnolo. Oggi i lavoratori devono diventare i principali attori su questa partita – aggiunge Donnarumma – perché molti di loro non sanno che in pensione si andrà con un importo pari a circa il 45-50% dell’ultima retribuzione”. Prossimamente, come prevedono gli accordi, il Fondo Prevedi per gli edili, riconosciuto dal ministero del Lavoro e che valorizza lo strumento della bilateralità (Casse Edili), inizierà la raccolta delle adesioni dei lavoratori e per l’occasione, tiene a sottolineare Donnarumma, “la Filca assisterà i 7.675 iscritti in Emilia Romagna nella fase di compilazione dei moduli per l’adesione al Fondo”. Al seminario (a cui hanno partecipato, oltre ai delegati e tutto il gruppo dirigente degli edili Cisl dell’Emilia Romagna, anche il presidente dell’Ance regionale, Giovanni Bentini, il rappresentante della segreteria regionale di Confartigianato Federimprese, Agostino Benassi e Luciano Scapolo, responsabile del Dipartimento previdenza integrativa della Cisl nazionale) il segretario generale della Filca Cisl, Domenico Pesenti ha sottolineato che “il tema della previdenza complementare è una necessità per tutti i lavoratori in edilizia”, evidenziando così con forza la necessità per il lavoratore edile di aderire ai Fondi chiusi, al fine di garantirsi un futuro dignitoso. “Inoltre, quando si parla delle nuove norme che interessano solo i giovani – ha notato Pesenti – bisogna sapere che “questi giovani” hanno già compiuto 40 anni. La scelta, quindi, dei Fondi chiusi merita per la Filca l’impegno massimo delle forze sociali, in primis del sindacato. Infine – ha concluso il responsabile della Filca nazionale – il conferimento del Tfr ai Fondi pensione da parte delle aziende deve avvenire confermando la strada del silenzio assenso”.