PESENTI: “LA LEGGE DI STABILITA’ RILANCI L’EDILIZIA, BISOGNA FAR RIPARTIRE IL SETTORE”

Filca nazionale 24 Settembre 2013

Pesenti“La Legge di Stabilità deve rilanciare l’edilizia, consentendo gli investimenti ai Comuni virtuosi per far ripartire il settore. Dall’inizio della crisi si sono persi oltre 500mila posti di lavoro nel settore: vuol dire 500mila famiglie, oltre un milione e mezzo di persone. A loro bisogna dare risposte ed un futuro”. E’ uno dei passaggi della relazione del segretario generale della Filca-Cisl, Domenico Pesenti, al Consiglio generale della categoria, che si è svolto questa mattina a Roma.

“Questa Europa – ha detto Pesenti, che è anche Presidente della Fetbb, la Federazione europea degli edili – ancora si divide sulla politica economica, sulla politica estera, sulla difesa, sulla accoglienza e gestione dell’immigrazione, e non sa dare risposte univoche ed unitarie in molti campi. Sembra che l’unica politica comune sia quella monetaria, ma l’Europa fino ad oggi ha garantito pace, un relativo benessere diffuso e un buon livello di coesione e giustizia sociale. L’Europa è il modello di democrazia più avanzato e più vicino al nostro modo di intendere la politica e la società”.

Poi Pesenti ha citato il Papa (“ha riportato l’attenzione sulla necessità della pace come fattore indispensabile per la vita e per lo sviluppo di una società mondiale basata su equità e giustizia”) e ha chiesto che l’Italia sia governata da un governo stabile, “condizione imprescindibile per affrontare le riforme necessarie”.

Particolarmente articolato il passaggio sulla situazione economica nazionale: “Bisogna ricreare le condizioni per lo sviluppo e per una società dove la redistribuzione del reddito inverta la tendenza oggi in atto e favorisca il lavoro dipendente, i pensionati e i meno abbienti. Questo lo si attua con una riforma fiscale che pesi meno su lavoro, lavoratori, imprese e pensionati, spostando il carico dal lavoro, Irpef, ai consumi, Iva; con la ripresa del manifatturiero e dell’edilizia; con la riforma della macchina amministrativa dello Stato; con le dismissioni del patrimonio pubblico non strategico; con la revisione della spesa pubblica; con la ricerca di investitori esteri. Sono tutti obiettivi che fanno parte del ‘Patto di Genova’ siglato da Cisl, Cgil, Uil e Confindustria”.

“La legge di Stabilità – ha proseguito – avrà anche il compito di rilanciare l’edilizia, consentendo gli investimenti ai Comuni virtuosi per far ripartire il settore. Noi vogliamo un’edilizia sostenibile, che poggi sulla strutturalità degli incentivi fiscali, sul rilancio delle opere pubbliche, sulla messa in sicurezza del territorio, sulla diffusione dei criteri antisismici nelle nuove costruzioni e nel recupero di quelle vecchie non adeguate. Ma sono indispensabili anche lo sblocco dei pagamenti della Pubblica amministrazione alle imprese, l’avvio di una adeguata pressione sul sistema bancario per rimettere in moto l’erogazione di mutui e il finanziamento alle imprese, l’agevolazione per gli investitori istituzionali per interventi nell’edilizia, la detassazione sugli immobili utilizzati per attività produttive e commerciali”.

“Mentre i No Tav, con azioni terroristiche, colpiscono imprese e lavoratori per il rifiuto ideologico ad un’opera – ha ammonito – in questi anni l’edilizia ha perso oltre 500mila posti di lavoro; vuol dire 500mila famiglie, oltre un milione e mezzo di persone, come Milano e Catania insieme o una regione come le Marche o la Liguria. Nel 2008 – ha ricordato Pesenti – la produzione di cemento si è attestata a 47 milioni di tonnellate: quest’anno arriverà a stento a 22. In edilizia le ore registrate nel primo semestre 2013 sono il 46% in meno rispetto allo steso periodo del 2008, e gli occupati sono il 40% in meno. Nel mese di aprile 2013 sono state autorizzate 12 milioni di ore di Cassa integrazione per il settore delle costruzioni, che hanno coinvolto più di 90mila lavoratori. In questo momento in Italia ci sono 600mila lavoratori che stanno usufruendo della Cassa integrazione; a questi vanno aggiunto quelli in mobilità o disoccupazione. Appare quindi indispensabile il finanziamento degli ammortizzatori sociali, anche se non possiamo pensare di creare una generazione di disoccupati o cassintegrati”.

Il numero uno della Filca ha poi fatto il punto sul rinnovo dei contatti per i settori seguiti dalla categoria: “Esprimo la massima soddisfazione – ha detto – per i contratti già rinnovati, quelli del legno, del cemento, dei laterizi e dei lapidei. Abbiamo trovato buone soluzioni normative e salariali. Invece per l’edilizia l’Ance non riesce a far sintesi con i territori e mette in dubbio l’Ape, l’anzianità professionale edile, l’unico elemento di fidelizzazione dei lavoratori alla professione”.

Pesenti ha poi toccato i temi del sistema bilaterale (“bisogna ripensare alla riorganizzazazione degli Enti paritetici, con accorpamenti e regionalizzazioni) e delle pensioni (“è semplicemente impensabile che un lavoratore edile vada in cantiere fino a 67 anni”).

Infine un passaggio sul futuro della categoria: “Oggi – ha detto – è nata Cisl Reti, la nuova federazione che unisce Fistel, Fit e Flaei, vale a dire i lavoratori delle comunicazioni, del trasporto e della elettricità. Per noi si tratta di uno sprone e di un motivo in più per accelerare il progetto di fusione con la Fai. E l’accordo sulla rappresentanza costituisce per noi un impegno concreto sul fronte del proselitismo. La nostra federazione – ha concluso Pesenti parlando al ‘parlamentino’ della Filca Cisl – ha una grande responsabilità: quella di dare speranza e futuro ai lavoratori, ai nostri soci”.