PENSIONI, TURRI: “PROPOSTE DI BRAMBILLA INGIUSTE VERSO I PIU’ DEBOLI, COME I LAVORATORI EDILI”

Ufficio stampa Filca nazionale 4 giugno 2018

“La proposta di Alberto Brambilla, secondo il quale bisognerebbe mandare in pensione chi ha almeno 64 anni con 36 di contributi, oppure 41 anni e mezzo di contributi, è profondamente ingiusta nei confronti di tutti i lavoratori precari e dei lavoratori impegnati in attività caratterizzate da discontinuità, come l’edilizia. E proporre l’abolizione dell’Ape sociale vorrebbe dire mettere fine ai sogni, alle speranze ed alle legittime aspettative di decine di migliaia di lavoratori impegnati in attività gravose, ai quali adesso la legge riconosce la possibilità di andare in pensione prima e senza penalizzazioni grazie anche al pressing fatto dai sindacati”. Lo ha dichiarato il segretario generale della Filca, Franco Turri, commentando le dichiarazioni di Brambilla, esperto di previdenza e autore della parte del contratto di governo Lega-M5s sul ‘superamento della legge Fornero’. “Altro che difesa dei deboli”, aggiunge Turri. “Se queste indiscrezioni venissero confermate sarebbe una beffa per le categorie più in difficoltà, come i lavoratori del sud, quelli impegnati in attività gravose, i precari, e questo governo dimostrerebbe di iniziare con il piede sbagliato, tradendo nel peggiore dei modi quanto annunciato in campagna elettorale. Per questo motivo chiediamo un incontro urgente allo stesso Brambilla ed al ministro Di Maio, ai quali illustreremo tutti i disagi e tutte le fatiche del lavoro nei cantieri”, conclude il segretario generale della Filca.