PENSIONI PER I LAVORATORI EDILI, LETTERA APERTA DI TURRI AL MINISTRO POLETTI

Ufficio stampa Filca nazionale 19 aprile 2016

“Gentile ministro, per quanto riguarda le pensioni dobbiamo purtroppo constatare che edilizia non fa rima con… giustizia!”. È il senso della lettera aperta indirizzata dal segretario generale della Filca-Cisl nazionale, Franco Turri, al ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

“I lavori non sono tutti uguali”, scrive Turri, “e non è possibile che edili ultrasessantenni possano sopportare carichi pesanti e lavorare sulle impalcature. Per questo accogliamo con entusiasmo la Sua proposta: fare in modo che i lavoratori avanti con l’età non siano più impegnati in lavori pesanti ed usuranti ma debbano cambiare lavoro, farne uno adatto alla loro condizione e capacità. Però per rendere attuabile la Sua proposta – prosegue la lettera – si devono prevedere forti incentivi per le aziende che assumono ultrasessantenni. Una misura che farebbe comodo a tutti: al lavoratore edile in primis, che finalmente può svolgere una mansione adatta alla sua età; all’azienda edile, che può sostituire il lavoratore ultrasessantenne con un giovane, a tutto vantaggio della produttività e della occupazione giovanile; allo Stato, che avrà ottenuto un grande risultato sociale ed economico, come quello di ridurre drasticamente gli infortuni mortali per i lavoratori ultrasessantenni, che come riporta l’Istat sono in forte, costante aumento”.

Infine Turri, dopo aver chiesto un incontro al ministro, ricorda le proposte avanzate da Filca, Feneal e Fillea: “l’uscita flessibile, ma senza penalizzazioni, per i lavoratori dell’edilizia; un bonus contributivo, alla stregua di quello già esistente per altre tipologie di lavoro, che consenta di ottenere, ad esempio, 15 mesi di contributi a fronte di 12 mesi di lavoro; una sorta di ‘navetta contributiva’, che accompagni il lavoratore vicino alla pensione fino al traguardo agognato, saltando gli ultimi anni, faticosi e pericolosi per la propria incolumità,  utilizzando risorse pubbliche, contrattuali e degli enti bilaterali”.