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NATUZZI, STALLO NELL’ATTUAZIONE DELL’ACCORDO

NATUZZI, STALLO NELL’ATTUAZIONE DELL’ACCORDO

Scoppia il caso della formazione: solo 7 impiegati sui 126 in Cig a zero ore, sospesi dal lavoro da circa 8 anni, hanno accettato di seguire i processi di accompagnamento su progetti di ricollocamento al lavoro

Tanta buona volontà ma ancora nessun passo in avanti concreto nell’attuazione dell’accordo per il Gruppo Natuzzi, firmato lo scorso ottobre e che ha scongiurato l’esubero di 1.726 dipendenti. Oggi, nella cabina di regia istituita presso il Ministero dello Sviluppo Economico, si è proseguito nell’analizzare lo stato di avanzamento dei contenuti dell’accordo e nel monitorare l’andamento degli advisor incaricati di individuare aziende per nuovi insediamenti industriali nell’area murgiana (province di Bari, Taranto e Matera) interessata agli esuberi del gruppo.
“Il monitoraggio – ha dichiarato Paolo Acciai, segretario nazionale della Filca-Cisl – è necessario anche per il controllo delle tempistiche per la ricollocazione dei lavoratori, soprattutto per smentire certe ‘Cassandre’, il cui unico obiettivo è far fallire questo accordo. Per quanto riguarda il rientro delle produzioni delle lavorazioni attualmente prodotte in Romania, ci sono contatti molto importanti che potrebbero concretizzarsi a breve, con la presentazione del Piano industriale e degli impegni finanziari per gli investimenti. Fervono i contatti anche per la costituzione delle newco, in particolare con imprese del settore legno e componenti di arredo, agroalimentare, logistica. Qui – ammette Acciai – riscontriamo le prime difficoltà:  la viabilità intorno agli stabilimenti, privi di collegamenti a grandi reti viarie e ferroviarie, spaventa gli investitori stranieri. Inoltre riscontriamo una ‘fuga’ delle imprese verso altre nazioni, come l’Irlanda, dove si stanno realizzando corposi investimenti mirati al sistema ‘deposito’, e Spagna, Paese in cui ci sono maggiori flessibilità sulle tipologie contrattuali da applicare ai lavoratori”.
E intanto scoppia il caso della formazione: dei 126 impiegati in Cig a zero ore, sospesi dal lavoro da circa 8 anni, solo in 7 hanno accettato di seguire i processi di accompagnamento su progetti di ricollocamento al lavoro. “Si sta verificando – spiega Acciai – quello che come Filca denunciamo da tempo: concedere gli ammortizzatori sociali per periodi troppo lunghi, in questo caso di circa 10 anni, può essere un danno. Bisogna pensare a soluzioni diverse, alternative. Gli impiegati messi in Cig nel 2013, invece, hanno aderito in massa alle azioni formative per il ricollocamento al lavoro”.
Oggi, nel corso della riunione, il management del Gruppo ha anche informato dei progetti fatti dall’azienda, che hanno visto investimenti ulteriori per circa 10 milioni di euro per l’intensificazione del sistema produttivo moving-line, per l’incremento della propria presenza nelle più importanti fiere ed appuntamenti internazionali del settore, nella pubblicità. A questo va aggiunto il positivo riscontro di alcuni prodotti presenti nel mercato, in primis la poltrona Re-Vive, con risultati che permettono un momentaneo richiamo di lavoratori all’interno del ciclo produttivo. Inoltre i vertici della Natuzzi si sono lamentati per le lungaggini burocratiche delle istituzioni, che non corrisponderebbero con i tempi di investimenti dell’azienda. Il prossimo incontro della cabina di regia è stato fissato per venerdì 28 marzo prossimo.