MONDIALI DI CALCIO IN QATAR, ALLARME PER LE CONDIZIONI DEI LAVORATORI

Filca nazionale 31 Gennaio 2014

qatar1In Qatar si continua a morire nei cantieri dei Mondiali di Calcio del 2022. Solo nel 2013 ben 185 operai nepalesi avrebbero perso la vita mentre lavoravano per la realizzazione di strutture sportive ed opere civili, da realizzare per il grande evento calcistico in programma tra 8 anni. Tra le imprese italiane impegnate nei lavori c’è la Salini-Impregilo, alla quale i sindacati di categoria Filca-Cisl, Feneal-Uil e Fillea-Cgil si sono rivolti per chiedere un incontro sulla situazione dei cantieri nello Stato mediorientale.

“Nella lettera indirizzata all’azienda – spiega Domenico Pesenti, segretario generale della Filca-Cisl – ci diciamo certi che la Salini-Impregilo non incontrerà difficoltà ad intervenire positivamente nella soluzione di eventuali problemi che potrebbero insorgere nei cantieri in Qatar. D’altronde l’azienda si è sempre distinta sul fronte della responsabilità sociale d’impresa, avendo firmato un Accordo Quadro Internazionale nel 2004 con la BWI, il sindacato internazionale delle costruzioni, ed i Sindacati italiani”. Nella lettera i segretari generali Pesenti, Massimo Trinci e Walter Schiavella chiedono “un incontro urgente per discutere e condividere azioni volte a promuovere il miglioramento di condizioni di lavoro e di vita dei lavoratori impegnati nei cantieri in Qatar”.

Al Congresso della Bwi che si è svolto nello scorso dicembre a Bangkok, in Thailandia, i delegati avevano mostrato un simbolico cartellino rosso alla Fifa: “La Federazione internazionale delle associazioni calcistiche – aveva detto in quella sede Pesenti – ha una grande responsabilità per quello che sta accadendo in Qatar, e dovrebbe esercitare più pressione sul governo nazionale affinché i lavoratori abbiano condizioni di lavoro e di vita più dignitosi. Se le cose non dovessero migliorare chiederemo lo spostamento della sede, togliendo quindi i Mondiali di calcio al Qatar”.

Nella lettera dei sindacati si fa riferimento anche ad una comunicazione con la quale la Bwi aveva già chiesto alla Salini-Impregilo interventi sul fronte della dignità e della sicurezza dei lavoratori. Una delegazione del sindacato internazionale delle costruzioni, che ha fatto visita in Qatar nello scorso ottobre, aveva infatti rilevato situazioni di grave sfruttamento e pericolose condizioni di lavoro soprattutto nei riguardi dei lavoratori migranti, che sono circa 2 milioni e rappresentano la quasi totalità dei lavoratori presenti (i Paesi di provenienza sono principalmente Nepal e poi Sri Lanka, India, Bangladesh e Pakistan). La International Trade Union Confederation (Ituc), infine, ha stimato che prima del fischio che darà il via alla partita d’esordio dei Mondiali del Qatar, potrebbero essere 4000 le vittime di incidenti sul lavoro nei cantieri. Un vero dramma sociale per scongiurare il quale il sindacato è impegnato su tutti i fronti e con tutti i mezzi.