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LECCE, GUERRA APERTA TRA SINDACATI E ANCE PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO INTEGRATIVO DELL’EDILIZIA

LECCE, GUERRA APERTA TRA SINDACATI E ANCE PER IL RINNOVO DEL CONTRATTO INTEGRATIVO DELL’EDILIZIA

Sandro Russo, segretario generale della Filca salentina: "Nel territorio ci sono quasi 12mila lavoratori edili che aspettano il contratto integrativo; la posizione di chiusura dell'Ance è inaccettabile e rappresenta un pericoloso passo indietro rispetto a quello che gli stessi costruttori, insieme ai sindacati, hanno sottoscritto nel Ccnl dell'aprile 2010"

“In provincia di Lecce ci sono quasi 12mila lavoratori edili che aspettano il contratto integrativo. La posizione di chiusura dell’Ance è inaccettabile e rappresenta un pericoloso passo indietro rispetto a quello che gli stessi costruttori, insieme ai sindacati, hanno sottoscritto nel Ccnl dell’aprile 2010”.  A Lecce è guerra aperta tra i sindacati di categoria Filca, Feneal e Fillea e i costruttori dell’Ance, accusati di “prendersi il lusso di non governare le dinamiche del settore per chiudere le porte alle legittime e sacrosante richieste dei lavoratori”, come riportato in un comunicato stampa unitario dei sindacati dell’edilizia.
“In un momento di difficoltà senza precedenti – spiega Sandro Russo, segretario generale della Filca – in cui il settore delle costruzioni è stato fra quelli che più di ogni altro ha pagato un amaro prezzo in termini occupazionali, sociali ed economici, l’Ance non sol tergiversa ma di fatto boicotta la trattativa sul rinnovo del Contratto Integrativo Provinciale, fuggendo dalle proprie responsabilità, ben scritte nel contratto nazionale sottoscritto dalla stessa Ance, e di fatto mettendo in crisi le regole stabilite nel Ccnl di categoria. Eppure – prosegue Russo – questo rinnovo costituisce un appuntamento importantissimo su cui il nostro territorio è gravemente in ritardo: il contratto nazionale di categoria nel quale erano esplicitati tempi e modi di attuazione della contrattazione di secondo livello è stato sottoscritto ormai il 19 aprile 2010. Le scadenze che vi erano previste sono già superate da un pezzo: luglio 2011 per l’adeguamento dell’Elemento Variabile della Retribuzione (EVR), gennaio 2011 per l’aggiornamento di tutte le altre indennità”. I sindacati questa mattina hanno tenuto una conferenza stampa unitaria per denunciare questa situazione incresciosa.
L’Ance ha tempestivamente provveduto a convocare le categorie per il prossimo venerdì 3 febbraio, ma sembra più una reazione alla mobilitazione sindacale che una vera presa d’atto della necessità di bruciare i tempi e arrivare nel più breve tempo possibile alla firma. “I lavoratori non chiedono la luna – entra nel merito Russo – perché si tratta di poche decine di euro al mese che, però, per un lavoratore significano tanto. Inoltre il rinnovo interesserebbe solo le aziende in salute, e non quelle in crisi. Sembra invece che la crisi economica globale sia diventata una scusa per negare ai lavoratori anche i diritti più basilari. Crisi che tra l’altro non abbiamo mai negato. Inoltre chiediamo ai costruttori la volontà di sedersi ad un tavolo insieme ai sindacati e sottoscrivere un protocollo per l’abolizione del massimo ribasso, una vera piaga del settore molto diffusa anche nel nostro territorio”.
Nel dettaglio:
Riferimento normativo
Secondo l’articolo 38 del Contratto collettivo nazionale del lavoro in edilizia, “alle Organizzazioni territoriali dei datori di lavoro e dei lavoratori aderenti alle Associazioni nazionali contraenti è demandato di provvedere sulle seguenti materie, specificamente individuate, con decorrenza non anteriore al 1° gennaio 2011 e con validità triennale: (…) orario del lavoro, indennità, elemento variabile della retribuzione (questa a partire dal 1° luglio 2011) (…)”.
“L’Elemento variabile della retribuzione (…) sarà concordato in sede territoriale quale premio variabile che tiene conto dell’andamento congiunturale del settore e sarà correlato ai risultati conseguiti in termini di produttività, qualità e competitività nel territorio e non avrà incidenza sui singoli istituti retributivi previsti dal vigente contratto (…).
A tal fine saranno utilizzati i seguenti quattro indicatori:
1.     Numero lavoratori iscritti in Cassa edile;
2.     Monte salari denunciate in Cassa edile:
3.     Ore denunciate in Cassa edile, per le quali la valutazione dell’incidenza delle ore di cassa integrazione per mancanza di lavoro è demandata alle parti sociali territoriali;
4.     Valore aggiunto del settore delle costruzioni come individuato a livello provinciale dall’Istat;
5.     Il quinto indicatore sarà concordato in sede territoriale.
Con decorrenza non anteriore al 1° luglio le parti sociali territoriali (…) devono fissare, a livello locale (…), entro la misura massima che le associazioni nazionali fissano a livello nazionale, la percentuale di EVR con validità triennale”.
(…)
“Le parti sociali territoriali si incontreranno annualmente per il calcolo e la verifica degli indicatori”.
“Determinata la percentuale a livello provinciale, a livello aziendale ogni impresa procederà al calcolo dei seguenti due parametri aziendali:
–          Ore denunciate in Cassa edile, secondo le medesime modalità individuate a livello territoriale;
–          Volume d’affari Iva, così come rilevabile esclusivamente dalle dichiarazioni annuali Iva dell’impresa stessa, presentate alla scadenza prevista per legge.
Per le imprese con solo impiegati, il parametro a livello aziendale sostitutivo delle ore denunciate in Cassa edile sarà rappresentato dalle ore lavorate, così come registrate sul Libro Unico del Lavoro”.
Il peso in busta paga: un lieve aumento che potrebbe significare tanto per le famiglie
–          Retribuzione oraria per gli operai edili in vigore nella provincia di Lecce dal 1° gennaio 2011:
Operaio specializzato: 12,49 euro lorde
Operaio qualificato: 11,60 euro lorde
Operaio comune: 10,47 euro lorde
–          Ipotesi di simulazione EVR (elemento variabile della retribuzione) con l’aggiornamento previsto dal contratto integrativo provinciale:
Percentuale massima: + 6%
Valore mensile: 42,56 euro
Percentuale: +5%
Valore mensile: 35,47 euro
Percentuale: +4%
Valore mensile: 28,37 euro
Percentuale: +3%
Valore mensile: 21,28 euro
Percentuale minima: +2%
Valore mensile: 14,19 euro
“Come si evince da questi dati – spiega il segretario generale della Filca Cisl salentina – si tratta di cifre irrisorie per un imprenditore ma che, in un momento in cui il peso fiscale sui cittadini continua ad aumentare, incoraggiando solo la fase recessiva nel Paese, possono rappresentare un piccolo sollievo per quasi 12mila famiglie nel territorio, rappresentando un aumento complessivo nel reddito che può oscillare da 510,72 a 170,28 euro l’anno in più nelle buste paga di questi lavoratori. A questo andrebbero anche aggiunti gli adeguamenti delle indennità, in particolare: l’indennità di mensa e l’indennità chilometrica per lavori fuori zona e per trasferta. Valori assolutamente non trascurabili, visti gli aumenti considerevoli dei costi sui consumi di carburanti e generi alimentari”.
Numero di lavoratori e di aziende interessati nella provincia di Lecce:
nella provincia di Lecce sono 11.529 i lavoratori del settore edile interessati dal rinnovo del Contratto integrativo provinciale, di cui: 9.316 i lavoratori censiti in Cassa Edile, 2.213 i lavoratori censiti da Edilcassa.
Le aziende della provincia che dovrebbero adempiere a questo aggiornamento, una volta conclusa la trattava con Ance sono: 2.772, di cui: 2.126 censite in Cassa Edile, 646 registrate in Edilcassa.
Province in Italia in cui hanno rinnovato il CIPL:
L’Aquila
Genova
Pesaro-Urbino
Macerata
Milano
Pisa
Savona
Un territorio fermo: il contratto integrativo può contribuire a farlo ripartire

“Dopo diversi incontri e ormai oltre sette mesi dalla presentazione delle richieste per il rinnovo del contratto integrativo provinciale, le distanze con la controparte sono notevoli”, è scritto nel comunicato stampa unitario.
“Inutile sottolineare che a nulla sono valse le sollecitazioni inviate ai vertici dell’Ance dai sindacati di categoria Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil,. Né tantomeno hanno sortito alcun effetto le proteste dei lavoratori che, lo scorso 15 giugno, chiedevano risposte con un sit-in davanti alla sede di Confindustria Lecce.
L’assenza totale di volontà da parte di Ance di dialogare seriamente  su questo fronte, sta di fatto inficiando tutto il lavoro di collaborazione che sindacati e imprese avevano avviato in questi anni per migliorare il settore dal punto di vista della qualità del lavoro, della sicurezza, della regolarità nelle gare d’appalto pubbliche, della lotta al lavoro nero.
Così come non si riesce più a portare avanti insieme battaglie fondamentaliper rilanciare l’economia del territorio, come quelle per la cantierizzazione di opere pubbliche ormai finanziate.
Come si esce dalla crisi? Ci sono più strade possibili. Una è quella fatta di meno regole, meno legalità, meno sicurezza, lungo la quale i lavoratori perdono diritti, tutele, stabilità. E a noi questa strada non piace. L’altra è quella della contrattazione e del rinnovo dei contratti. Il settore delle costruzioni ha una funzione strategica nel tessuto economico-sociale del territorio e il rinnovo dell’integrativo provinciale può favorire il rilancio non solo del settore stesso, ma anche di tutti i settori correlati mediante un piano di sviluppo concreto mirato alla creazione di nuove infrastrutture e alla salvaguardia di quelle esistenti.
Lo stallo generalizzato e l’indisponibilità fino a ora dimostrata a trattare la nuova formulazione del salario di produttività territoriale (EVR) che si registra nei tavoli non sono più accettabili.
Per questo, Feneal Uil,  Filca Cisl e Fillea Cgil della provincia di Lecce annunciano sin da ora che, se Ance continuerà con questo atteggiamento di chiusura, saranno assunte tutte le decisioni più opportune per dare voce alle istanze dei lavoratori. Anche il nostro tempo è scaduto!”.