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ITALIANI SEMPRE PIU’ POVERI: DAL 2007 PERSI 1.000 EURO DI REDDITO

ITALIANI SEMPRE PIU’ POVERI: DAL 2007 PERSI 1.000 EURO DI REDDITO

Il dato è contenuto nell'indagine realizzata dal Caf Cisl in collaborazione con l'Università di Firenze, presentata questa mattina alla stampa da Raffaele Bonanni

“Inquietanti” per Raffaele Bonanni i dati elaborati dal Caf Cisl in una indagine condotta unitamente all’Università di Firenze sulle dichiarazioni dei redditi dei cittadini che si sono rivolti al servizio fiscale del suo sindacato. In cinque anni, dal 2007  al 2012, persi  1.040 euro di reddito.

“Il sistema fiscale italiano e’ “irresponsabile – ha affermato il Segretario generale della Cisl. Chiunque debba rimediare ad una falla, ad un buco nei  conti pubblici carica i cittadini di una tassa in più senza che vi  sia una coerenza con quanto fatto prima. E’ un sistema disastroso che  sovraccarica le persone e appesantisce i consumi. Nell’ultimo quinquennio lavoratori e pensionati sono stati rovinati da una eccessiva tassazione”. Per Bonanni pertanto “la questione fiscale resta la vicenda centrale dal punto di vista economico, sociale, democratico e sembra che la classe politica non colga la pericolosità della situazione. Il fisco sta depauperando i cittadini; non dimentichiamo che in passato i grandi sommovimenti sono avvenuti proprio per questo motivo ed i regimi sono crollati di fronte a tassazioni ingiuste e irresponsabili”.  Fondamentale dunque per la Cisl  agire sui redditi familiari complessivi di ammontare basso, collocati sotto i 15.000 euro, che risultando incapienti non riescono a beneficiare appieno delle detrazioni e delle deduzioni fruibili e subiscono il maggiore peso dell’Iva. Per i lavoratori dipendenti e pensionati collocati al di sotto di tale soglia, l’unica strada resta quella di introdurre un’imposta negativa di ammontare pari alle detrazioni non godute”.
Bonanni ha pertanto richiamato il Governo ad avere coraggio: “Occorre dire basta agli sprechi e all’uso senza limiti del denaro pubblico. I cittadini, ha osservato ancora il leader della Cisl, “hanno bisogno di respiro sul versante fiscale e devono sapere che i loro soldi sono utilizzati bene”.  “E’ inutile che il governo si eserciti in altre direzioni, serve fare due cose precise: abbattere fortemente l’Irpef e tagliare i costi e l’inefficienza della spesa pubblica e della politica”.
E chiede ancora una volta al governo quel “patto” sul fisco su  cui l’esecutivo continua a non rispondere. “Vogliamo un incontro  politico con il governo perché i dati del nostro dissesto sono ormai  inquietanti e occorre rimediare con una riforma fiscale. Serve  ricostruire un sistema responsabile”, aggiunge, ammonendo come le  tasse costituiscano anche un capitolo fondante della democrazia. La riforma fiscale – tiene a precisare Bonanni – non e’ solo una richiesta economica ma e’  anche una richiesta che salvaguarda la democrazia. Un fisco  irresponsabile, infatti, e’ socialmente pericoloso perché la storia  e’ maestra e ci dice che i grandi sommovimenti sono arrivati proprio  su questioni fiscali. Tutte le società sono crollate di fronte a  tassazioni ingiuste e irresponsabili”, spiega ancora, invitando il  governo ad abbandonare operazioni di lifting fiscale all’interno della legge di stabilita’.    I soldi per rendere il fisco più equo e sostenere i ceti medio-bassi, riducendo la pressione e favorendo l’occupazione, ci sono, bisogna solo avere la volontà di cercarli. E fa l’esempio della tassazione e sul gioco d’azzardo:   “A Saccomanni e al governo diciamo: le scelte non sono mai neutre. La tassazione sul gioco d’azzardo e’ allucinante, perché non tira fuori un dossier su questo?”.
(dal sito Cisl)