ITALCEMENTI, DAI LAVORATORI CONSENSO AL PIANO SOCIALE DEL SINDACATO

Ufficio stampa Filca nazionale 13 Giugno 2016

72,3% di votanti e 80,7% di sì: i numeri del referendum che ha sancito il via libera dei lavoratori Italcementi di Bergamo al Piano sociale non possono che soddisfare i sindacati, che quel Piano l’hanno voluto e siglato.

Da un lato è giudicata positivamente la partecipazione al voto dei dipendenti della sede di via Camozzi, che si sono presentati alle urne in 431 sul totale dei 596 aventi diritto al voto. E poi la valanga di consensi per il sì al Piano sociale, concretizzatosi in 348 voti a favore, rispetto agli 82 contrari (chiude la conta una scheda bianca) è la dimostrazione per i sindacati che il Piano sociale ha colto nel segno.

“La stragrande maggioranza dei lavoratori – spiega Danilo Mazzola, segretario generale della Filca di Bergamo – ha confermato positivamente l’ipotesi di accordo firmata unitariamente il 20 maggio scorso dai sindacati di categoria Filca-Cisl, FenealUil, Fillea-Cgil e dalla maggioranza della Rsu. Ora c’è la necessità di modificare profondamente il piano industriale presentato da Heidelberg Cement, di concerto con il governo e con la Regione Lombardia”.

Soddisfazione anche in Filca nazionale per l’esito della consultazione referendaria: “La tre giorni di voto – dichiarano i segretari Riccardo Gentile e Salvatore Federico – ha confermato la bontà dei contenuti del Piano, che giudichiamo importante ed innovativo anche perché costituisce un connubio efficace tra il sostegno economico e le politiche attive del lavoro. A questo punto giudichiamo necessario che i tempi di attuazione siano decisi in funzione dei tempi del closing dell’operazione. Resta aperta la complessa partita legata al piano industriale presentato da Heidelberg, che per noi resta inaccettabile”, concludono Gentile e Federico.

Adesso il Piano sociale, alla cui sottoscrizione si è arrivati al termine di una lunga notte di trattativa, diventerà finalmente operativo, dando così il via all’apertura della procedura di mobilità. I lavoratori interessati ad aderire al Piano dovranno comunicarlo entro e non oltre il prossimo 30 novembre. Sul piatto, secondo i calcoli, c’è una cifra che si aggira intorno ai 35 milioni di euro, che vuol dire circa 85 mila euro per ogni lavoratore interessato, suddivisi in 4 doti: incentivo, inserimento, assunzione e formazione. Per la dote incentivo sono riconosciuti circa 65 mila euro: 42 mila come incentivo all’esodo, 18 mila (calcolo medio) per le competenze di fine lavoro, compresa l’indennità sostitutiva del preavviso contrattuale, 3 mila euro per il coniuge a carico e 1.500 per ciascun altro familiare a carico. La dote inserimento prevede 2 mila euro in favore degli operatori del mercato del lavoro che ricollocano il lavoratore. 12 mila euro, spalmati in 3 anni, sono invece la dote assunzione in favore del datore di lavoro che assume a tempo indeterminato un lavoratore aderente al piano. Infine per la formazione ci sono 7 mila euro a disposizione, finalizzati a favorire la riqualificazione professionale.

Ovviamente la vertenza Italcementi non è chiusa, anzi: i sindacati delle costruzioni continuano a rispedire al mittente il piano industriale ‘lacrime e sangue’ presentato da Heidelberg. Preziosi alleati dei sindacati sono i vertici del ministero dello Sviluppo economico, il neoministro Carlo Calenda e la sua vice, Teresa Bellanova, che hanno partecipato all’incontro al Mise del 30 maggio scorso con i vertici di Italcementi e i rappresentanti di Heidelberg.