Incentivi assunzioni Giovani

Con il decreto legge n.76/2013, convertito con legge 9 agosto 2013, n.99, vengono stanziati 794 milioni di euro nel quadriennio 2013-2016 (500 milioni per le regioni del Mezzogiorno, 294 milioni per le restanti) per incentivare l’assunzione di lavoratori in età compresa tra i 18 e i 29 anni e che abbiano almeno una di queste caratteristiche:

  • siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;
  • siano privi di un diploma di scuola media superiore o professionale;

Due sono le forme di incentivazione dell’occupabilità giovanile:

una per le nuove assunzioni a tempo indeterminato e l’altra per la trasformazione del precedente contratto in contratto di lavoro a tempo indeterminato, e devono essere effettuate a decorrere dal 7 agosto 2013 sino al 30 giugno 2015 (salvo esaurimento delle risorse stanziate per ciascuna regione e provincia autonoma).

L’incentivo è pari a un terzo della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, copre un periodo di 18 mesi e non può comunque superare l’importo di 650 euro per ogni lavoratore assunto. Le assunzioni devono comportare un incremento occupazionale netto.

Lo stesso incentivo è riconosciuto, per un periodo di 12 mesi, nel caso di trasformazione con contratto a tempo indeterminato. Alla trasformazione deve corrispondere l’assunzione, entro un mese, di un ulteriore lavoratore.

La Circolare Inps del 17 settembre 2013, n.131, che fornisce le indicazioni operative sui nuovi incentivi, ha precisato che l’incentivo spetta, oltre che per le assunzioni a tempo indeterminato (anche a tempo parziale) anche nelle ipotesi di:

  • rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro, ai sensi della legge 142/2001;
  • assunzione di apprendista (l’incentivo non può superare mensilmente l’importo della contribuzione dovuta dal datore di lavoro per il medesimo apprendista);
  • assunzioni a tempo indeterminato a scopo di somministrazione, sia a tempo indeterminato che determinato (l’incentivo non spetta durante i periodi in cui il lavoratore non sia somministrato ad alcun utilizzatore né in tali ipotesi può verificarsi uno slittamento della scadenza del beneficio).

La legge n.99/2013 contiene anche un insieme di altre disposizioni di natura fiscale e in materia di lavoro, nonché varie misure di finanziamento di specifici interventi. Tra cui:

  • Disposizioni in materia di apprendistato professionalizzante e tirocini formativi e di orientamento, volte a fronteggiare l’attuale situazione di crisi occupazionale;
  • Modificata la disciplina delle start-up;
  • Tirocini formativi da destinare agli studenti delle quarte classi delle scuole secondarie di secondo grado, con priorità per quelli degli istituti tecnici e degli istituti professionali, da realizzarsi, in orario extracurricolare, presso imprese, altre strutture produttive di beni e servizi o enti pubblici;
  • Misure per il sostegno dei tirocini curriculari svolti da studenti iscritti ai corsi di laurea di università statali nell’anno accademico 2013-2014, al fine di promuovere l’alternanza fra studio e lavoro;
  • Finanziamento di interventi nei territori del Mezzogiorno, per l’autoimprenditorialità e l’autoimpiego, per la promozione di progetti relativi all’infrastrutturazione sociale e alla valorizzazione di beni pubblici, e per borse di tirocinio formativo a favore di giovani residenti e/o domiciliati nel Mezzogiorno di età compresa tra 18 e 29 anni;
  • Struttura sperimentale di missione presso il ministero del lavoro per l’attuazione, dal 1° gennaio 2014, del programma “Garanzia per i giovani” e per la ricollocazione dei lavoratori beneficiari di interventi di integrazione salariale (in particolare, degli ammortizzatori sociali cd. in deroga);
  • Norme in materia di contratti di lavoro a termine, distacco di lavoratori, contratti di lavoro intermittente, lavoro a progetto, lavoro accessorio, tentativo obbligatorio di conciliazione nei licenziamenti individuali;
  • Istituita, nell’ambito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, la Banca dati delle politiche attive e passive, al fine di razionalizzare gli interventi di politica attiva del lavoro di tutti gli organismi centrali e territoriali coinvolti, nonché di garantire l’attivazione del programma “Garanzia per i Giovani”.

 

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