GUIDONIA, CONTINUA LA PROTESTA DEI LAVORATORI DELLE CAVE

Ufficio stampa Filca nazionale 6 settembre 2018

Sale l’allarme sociale per gli operai che lavorano nel settore delle cave. Delusione e rabbia per i lavoratori del distretto dopo la giornata di sciopero e la notte passata sotto la sede del Comune di Guidonia. Martedì sino alle 2 di notte i lavoratori esasperati insieme ai sindacati sono rimasti in attesa di notizie. Ieri è continuata la protesta ad oltranza degli operai in rivolta contro l’amministrazione di Guidonia Montecelio che ha chiuso la prima azienda del settore, la Str con 47 licenziamenti già avviati e che porterà al blocco dell’intero comparto del travertino. Gli operai dopo due giorni di presidio della piazza del Comune, e il “no” ricevuto dal sindaco Cinque Stelle Michel Barbet a trovare soluzioni, nella notte si sono incontrati con i sindacati edili FenealUil di Roma, Filca Cisl di Roma e Fillea Cgil di Roma e del Lazio per un’assemblea alla Str e da lì, a piedi si sono spostati in piazza della Repubblica a Villalba. Alcuni blocchi di lavoratori si sono spostati da Ponte Lucano a Tivoli Terme, lungo l’asse della Tiburtina. “Chiediamo al sindaco ed all’amministrazione” dichiarano Remo Vernile della FenealUil di Roma, Daniele Mancini della Filca Cisl di Roma e Claudio Coltella della Fillea Cgil di Roma e del Lazio, “di prendere una decisione che tuteli il lavoro e l’economia del territorio, vista la gravità della situazione occupazionale e delle gravi conseguenze di carattere sociale. In caso contrario si andrebbe incontro ad uno tsunami che rischia di travolgere decine di imprese e circa 2500 lavoratori del settore. Sarebbe la fine dell’intero comparto produttivo. I provvedimenti amministrativi presi vanificano gli sforzi di innovazione messi in campo a favore dello status quo e probabilmente del definitivo disastro occupazionale ed ambientale del territorio.”