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FILCA LOMBARDA: IL SETTORE EDILE VOLANO DI SVILUPPO

FILCA LOMBARDA: IL SETTORE EDILE VOLANO DI SVILUPPO

Nella regione il settore delle costruzioni ha perso 18mila addetti nel 2008, pari al 10% della forza lavoro.

Nell’ultimo anno il settore lombardo delle costruzioni ha perso 18 mila addetti, pari al 10% della forza lavoro, ”e non ha fatto notizia, mentre, se una fabbrica perdesse il 10% dei propri lavoratori, sarebbe su tutti i giornali”. Gli investimenti sono calati del 4,8%, i contratti di compravendita residenziali del 16,6%, l’invenduto aumenta di giorno in giorno. Renzo Zavattari, segretario generale della  Filca lombarda, ha fotografato così la situazione di crisi dell’edilizia lombarda in apertura del convegno Cantieri di sviluppo, sulle opportunità anticicliche ed il rischio di infiltrazioni malavitose nel  rilancio dell’edilizia e delle opere infrastrutturali, organizzato dal sindacato di categoria insieme alla Cisl regionale. Zavattari ha indicato nella ”parcellizzazione dei cantieri” la causa della mancata attenzione sulla crisi del settore, mentre, a suo avviso, il piano di grandi opere, se avviato, potrebbe influire sul 20% del giro d’affari.
È necessario, quindi, ”far ripartire l’edilizia privata, residenziale e non, che insieme ai piccoli interventi di edilizia pubblica locale costituiscono l’80% dell’intero comparto”. Il responsabile della Filca lombarda ha poi puntato il dito sul ”rischio di infiltrazioni mafiose legato all’avvio delle grandi opere” che da qui all’Expo 2015 saranno realizzate in molte parti della regione. Perciò la difesa dell’occupazione, è stato detto, deve andare di pari passo con il contrasto alla criminalità.
”In questo periodo di crisi e difficoltà non vogliamo difendere posti di lavoro a qualsiasi costo e a qualsiasi condizione – ha aggiunto il segretario generale della Cisl della Lombardia, Gigi  Petteni -. Siamo favorevoli ad un lavoro dignitoso e sicuro ed ad una economia corretta e trasparente, mentre il rischio attuale è che con la scusa della crisi prevalga la cultura secondo la quale è meglio della disoccupazione un lavoro a qualsiasi costo e a qualsiasi condizione”. Petteni ha poi scandito che la Cisl ”è una organizzazione coerente. Ci alziamo al mattino come contrattualisti – ha proseguito – e siamo disponibili ad accogliere le proposte che ci fanno per fare accordi, ma il nostro  pragmatismo è accompagnato da una visione che a partire dalla persona ci fa essere intransigenti su alcuni valori”.
Sulla questione della sicurezza e della legalità nei cantieri è intervenuto anche l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Raffaele Cattaneo. Dopo aver ricordato che a partire dal 16 ottobre in Lombardia prenderà il via il piano casa con un impatto economico di 5,8-6 miliardi di euro e aver evidenziato una ”comprensibile cautela” da parte dei Comuni che ”stanno applicando la legge in modo piuttosto restrittivo”. Cattaneo si è soffermato sulle iniziative messe a punto dalla Regione per ”ridurre al minimo il rischio di infiltrazioni mafiose nei cantieri delle grandi opere”. ”Con l’obiettivo di tenere alta la guardia – ha affermato l’assessore – abbiamo costruito un protocollo che tutela la legalità prevedendo azioni che massimizzano la  trasparenza degli appalti e la sicurezza dei cantieri”.
Il rischio potrebbe essere ridotto, secondo il magistrato Luigi Orsi, ”se si creasse una  sinergia tra le attività investigative sul territorio e quelle nel mondo della finanza”. ”In questo modo – ha spiegato – si potrebbe cogliere il legame tra lo spacciatore e il commercialista, l’avvocato o il finanziere che riceve il denaro e lo ricicla”. La Regione ha anche costituito un Comitato per la legalità e la trasparenza, composto da quattro magistrati esperti nella lotta alla mafia, che collabora direttamente con il presidente Roberto Formigoni.  Per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata Zavattari ha aggiunto che si può dare una risposta solo ”lavorando tutti insieme,  sindacati, imprese, istituzioni ed enti appaltanti”. Tra le proposte lanciate dalla Filca c’é quella di attuare ”pesanti sanzioni nei confronti di chi non rispetta le regole che possano arrivare anche alla revoca dell’appalto”.